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- Il restauro: intervento, tempi e responsabili
- Quando e dove saranno visibili i corali
- Dimensioni e funzione originaria dei manoscritti
- Periodo di produzione e autori delle miniature
- Misure di tutela nell’allestimento
- Valore culturale e opportunità per il pubblico
- La storia recente e la continuità della collezione
Una serie di volumi monumentali, veri protagonisti della storia artistica e religiosa della Certosa di Pavia, torna finalmente a vivere. Dopo un complesso intervento conservativo, i corali miniati saranno nuovamente accessibili al pubblico nella biblioteca del complesso, in un allestimento pensato per coniugare fruizione e tutela.
Il restauro: intervento, tempi e responsabili
Il progetto di conservazione è stato promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e affidato al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Avviati nel 2025, i lavori si sono conclusi con successo nel 2026.
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Le operazioni hanno riguardato stabilizzazione dei supporti cartacei, consolidamento delle miniatura, interventi sulle legature e controlli diagnostici approfonditi. Sono state impiegate tecniche reversibili e materiali compatibili con gli originali, con ampio ricorso a esami non invasivi per comprendere la stratigrafia dei colori e la storia dei restauri precedenti.
Quando e dove saranno visibili i corali
Dal 3 ottobre 2026 i grandi volumi saranno collocati nella biblioteca della Certosa e saranno inclusi nel percorso di visita del complesso. Per preservarne l’integrità, l’esposizione seguirà un criterio rotazionale.
- esposizione a rotazione per ridurre l’esposizione luminosa;
- apertura dei volumi su pagine variate per distribuire il carico strutturale;
- monitoraggio continuo delle condizioni ambientali e microclimatiche.
Dimensioni e funzione originaria dei manoscritti
I corali sono libri di grande formato, pensati per l’uso collettivo in chiesa. Le dimensioni sono impressionanti: ciascun volume raggiunge circa 90 centimetri d’altezza e supera i 60 centimetri di larghezza.
Questi codici contenevano i canti della messa per tutto l’anno liturgico e servivano ai cori monastici. Oggi rappresentano gli unici volumi rimasti dell’antica biblioteca originaria della Certosa.
Periodo di produzione e autori delle miniature
La realizzazione dei corali si è svolta in due fasi, a partire dalla fine del Quattrocento fino agli ultimi decenni del Cinquecento. Le miniatura più significative sono datate tra il 1549 e il 1578.
- Evangelista della Croce — autore di miniature dal gusto raffinato.
- Guarnerio Berretta da Pavia — figura legata all’ambiente artistico locale.
- Benedetto da Bergamo — monaco vallombrosano, attivo nelle decorazioni liturgiche.
Lo stile delle scene unisce derivazioni lombarde e influenze rinascimentali, con attenzione al dettaglio ornamentale e alla resa cromatica.
Misure di tutela nell’allestimento
La fragilità dei corali ha richiesto soluzioni espositive studiate ad hoc. L’allestimento garantirà condizioni di conservazione stabili e protette.

- Vetrine con controllo della luce e filtraggio UV;
- Sistemi di climatizzazione dedicati e sensori per umidità e temperatura;
- Supporti ergonomici per mantenere le rilegature in posizione naturale;
- Rotazione programmata dei volumi per limitare stress meccanici;
- Consultazione digitale o riproduzioni per ridurre la manipolazione diretta.
Valore culturale e opportunità per il pubblico
I tredici corali rappresentano un patrimonio raro per lo studio della musica liturgica e delle arti del libro. La loro esposizione apre nuove possibilità per ricerca, didattica e divulgazione.
- Studio: materiali utili per paleografi, musicologi e storici dell’arte.
- Didattica: percorsi formativi per scuole e università.
- Fruizione: esperienza diretta per visitatori e appassionati.
- Digitalizzazione: campagne fotografiche ad alta risoluzione per accesso online.
La storia recente e la continuità della collezione
Nel corso dei secoli questi volumi hanno subito spostamenti e peripezie legate agli eventi storici che hanno travolto l’istituzione monastica. Nonostante ciò, tredici corali rimangono oggi nella Certosa e testimoniano la sua eredità culturale.
La riapertura al pubblico della biblioteca offre l’occasione per riscoprire non solo i testi liturgici ma anche il lavoro dei miniatori e dei rilegatori che operarono tra Quattro e Cinquecento.











