Volto Santo di Lucca torna al Tempietto del Civitali: restauro del crocifisso medievale concluso

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Dopo anni di indagini e interventi, il celebre Volto Santo di Lucca torna finalmente al suo spazio storico. La ricollocazione nel Tempietto realizzato da Matteo Civitali segna una tappa significativa per la città e per gli studi sulla scultura medievale.

Ritorno al Tempietto: data, appuntamenti e benedizione

La scultura sarà ricollocata il 19 giugno 2026 nella Cattedrale di San Martino, dove è conservata dal 1484. Alle ore 9:00 l’Arcivescovo di Lucca, S.E.R. Mons. Paolo Giulietti, presiederà la messa con la benedizione del Volto Santo. In serata, alle 18:30, è prevista la presentazione ufficiale dell’opera nel Tempietto di Matteo Civitali.

Il restauro: tempistiche, operazioni e costi

L’intervento conservativo si è svolto tra il 2022 e il settembre 2025. Dopo indagini iniziali, il crocifisso è stato trasferito nel laboratorio predisposto nel transetto della cattedrale il 1° dicembre 2022.

  • Fase diagnostica e rilievi: 2022.
  • Intervento conservativo vero e proprio: 2023–settembre 2025.
  • Importo stanziato: 600 mila euro, erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

La direzione tecnica è stata affidata al Settore di restauro delle sculture lignee policrome dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L’intervento è stato eseguito da Francesca Spagnoli, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per le province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia.

Chi ha collaborato: istituzioni e laboratori coinvolti

  • Opificio delle Pietre Dure – coordinamento del restauro.
  • INFN di Firenze – analisi al radiocarbonio.
  • IBE-CNR di Firenze – dendrocronologia.
  • Soprintendenza competente per il territorio – alta sorveglianza.

Le scoperte scientifiche che hanno cambiato le certezze

Le analisi condotte tra il 2020 e il periodo di restauro hanno riscritto la cronologia dell’opera. Le prove al Carbonio 14 hanno escluso l’ipotesi di una copia medievale del XII secolo.

  • I dati radiocarbonici collocano l’opera tra la fine dell’VIII e la fine del IX secolo.
  • Le indagini dendrocronologiche del Laboratorio IBE-CNR indicano una data intorno all’860.

Questi risultati sostengono una possibile origine carolingia o comunque una circolazione artistica legata all’epoca di Carlo Magno.

Forma, dimensioni e iconografia: cosa rappresenta il Volto Santo

La scultura è un grande crocifisso ligneo che raffigura un Christus triumphans. Le misure principali sono note:

  • Altezza del Cristo: 250 cm.
  • Larghezza complessiva: 270 cm.
  • Dimensioni della croce: 442 x 286 cm.
  • Diametro del grande nimbo: circa 240 cm.

Contrariamente ai crocifissi dolorosi, questo modello enfatizza il trionfo sulla morte. Cristo indossa una tunica lunga, con maniche, che lo caratterizza come sacerdote del sacrificio.

Materiali e tecnica costruttiva: legni, perni e occhi in pasta vitrea

La scultura è ricavata da un unico tronco di noce. Testa e gambe risultano scolpite in continuità con il fusto. La parte posteriore è svuotata secondo pratiche antiche per la stabilità del legno.

  • Perni di assemblaggio: quercia e cedro.
  • Montante verticale della croce: castagno.
  • Braccio orizzontale: abete bianco.
  • Occhi realizzati in pasta vitrea, ottenuta dalla rifusione di vetri antichi di epoca romana.

Policromia ritrovata: lapislazzuli, dorature e stratigrafie

Durante il restauro è emersa la policromia originaria nascosta sotto vernici scure applicate dal XVII secolo. Sono riaffiorati incarnati, dorature e decorazioni della veste.

Sulla tunica è tornato a emergere un blu intenso, realizzato con lapislazzuli di alta qualità. Sulla croce sono visibili motivi con alfa e omega in foglia oro su fondo azzurro.

La stratigrafia ha messo in luce numerose ridipinture successive. Rimozioni mirate hanno restituito anche la piena leggibilità della sclera e la profondità dello sguardo.

Il gigantesco nimbo e gli elementi decorativi

Il nimbo semicircolare è formato da lamine d’argento sbalzato con figure di cherubini e inserti dorati. Sono state recuperate 384 gemme in pasta vitrea verdi e rosse.

Alle estremità inferiori compaiono due gigli in rame dorato. Lo strato oscuro che nascondeva la superficie è stato rimosso con tecniche conservative reversibili.

Nuovo sistema per la vestizione e protezioni operative

Per rispettare la tradizione della vestizione, dal 2026 è stato predisposto un sistema tecnico studiato per ridurre i rischi meccanici. Il peso della corona non grava più sulla sommità della scultura.

  • Supporti dedicati reggono elementi tessili e decorativi.
  • Protezioni limitano l’attrito sulle superfici policrome.
  • Strutture studiate per azioni liturgiche e manutenzione periodica.

Restauro del Tempietto e misure conservative ambientali

Durante il riallestimento sono stati riposizionati elementi storici, come la struttura lignea dorata settecentesca. Lacerti pittorici emersi sono stati consolidati con sistemi reversibili.

Sono stati installati pannelli in fibra di vetro rivestiti con tessuto ignifugo per sostituire pannellature precedenti. Le soluzioni adottate favoriscono futuri monitoraggi scientifici.

Impatto culturale e circuito dei pellegrinaggi

Il Volto Santo ha svolto un ruolo centrale nella devozione medievale. La sua fama lo inserì nel circuito dei grandi centri di pellegrinaggio, insieme a Roma e Santiago de Compostela.

La diffusione di medaglie con l’immagine del Volto Santo, ritrovate fino in Norvegia, conferma l’ampio rilievo della scultura nel Medioevo europeo.

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