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- Come si è arrivati alla modifica della Matrice Professionale
- Chi ha sollevato il caso e quali richieste sono state avanzate
- Ruolo e competenze del funzionario tecnico storico dell’arte
- Riferimenti normativi che giustificano il profilo
- Altre figure professionali rimaste escluse e la questione più ampia
- Il contesto delle assunzioni e le critiche sulle scelte recenti
- Perché la presenza degli storici dell’arte conta per la Sicilia
- Possibili ricadute pratiche sull’attività amministrativa
La Regione Siciliana ha deciso di inserire il profilo del funzionario tecnico storico dell’arte nella nuova Matrice Professionale. La scelta arriva dopo il pressing di associazioni e operatori culturali, che avevano denunciato l’assenza di questa figura essenziale per la tutela del patrimonio artistico regionale.
Come si è arrivati alla modifica della Matrice Professionale
La revisione del Sistema Professionale della Regione rientra nel processo di aggiornamento del personale. Il lavoro è collegato al CCRL del personale non dirigenziale e alle strategie di modernizzazione dell’amministrazione.
Nel documento tecnico distribuito per il confronto con le organizzazioni sindacali, il profilo previsto per il Dipartimento dei Beni culturali era il solo funzionario tecnico archeologo. Questo ha sollevato critiche da parte di realtà professionali e ambientaliste.
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Chi ha sollevato il caso e quali richieste sono state avanzate
Diverse associazioni hanno formalizzato le loro obiezioni:
- AStArte (Associazione Nazionale Storici dell’Arte)
- SISCA (Associazione Italiana di Storia della Critica d’Arte)
- Legambiente Nazionale e Legambiente Sicilia
Hanno scritto agli assessorati competenti chiedendo l’integrazione della Matrice Professionale. La richiesta puntava a sanare una lacuna che, a loro avviso, avrebbe indebolito la capacità regionale di proteggere il patrimonio storico-artistico.
Ruolo e competenze del funzionario tecnico storico dell’arte
Il profilo professionale include competenze tecniche e scientifiche specifiche:
- Individuazione e analisi della natura e del valore estetico dei beni mobili e immobili.
- Studi e progettazione per la tutela, il restauro e la valorizzazione.
- Progettazione e direzione lavori di restauro.
- Direzione scientifica e alta sorveglianza di progetti culturali.
- Redazione di condition report e stime assicurative.
- Perizie sul valore e pareri per autorizzazioni all’esportazione.
- Catalogazione, inventariazione e definizione storico-critica dei beni.
- Progettazione scientifica di mostre e allestimenti museali.
- Attività di formazione e didattica sui beni storico-artistici.

Riferimenti normativi che giustificano il profilo
Le associazioni hanno ricordato normative e requisiti che sostengono la richiesta:
- La L.R. 80/77, che disciplina competenze regionali sui beni culturali.
- Il D.M. 244/2019, con i requisiti professionali per i tecnici dei beni culturali.
- Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, che regola autorizzazioni e interventi su patrimonio e paesaggio.
Secondo le organizzazioni, la presenza dello storico dell’arte è necessaria per applicare correttamente queste disposizioni.

Altre figure professionali rimaste escluse e la questione più ampia
Le critiche non si sono limitate agli storici dell’arte. Nella precedente deliberazione della Giunta regionale erano stati inclusi soltanto alcuni profili, con esclusioni rilevanti:
- Archiviati e bibliotecari.
- Demoetnoantropologi e antropologi fisici.
- Restauratori e collaboratori restauratori.
- Esperti di diagnostica e specialisti in tecnologie applicate ai beni culturali.
Tali figure sono indicate dall’articolo 9-bis del Codice come necessarie per interventi di tutela, conservazione e fruizione.
Il contesto delle assunzioni e le critiche sulle scelte recenti
Lo scorso dicembre la Regione ha bandito un concorso per l’assunzione di dieci funzionari tecnici archeologi. Si tratta del primo concorso per archeologi dopo 25 anni. Le associazioni hanno sottolineato che, nonostante l’aumento degli archeologi, non erano previste assunzioni per storici dell’arte.
Perché la presenza degli storici dell’arte conta per la Sicilia
La Sicilia ospita un patrimonio artistico e culturale molto vasto. Un’indicazione recente, nel rapporto “Sistema Cultura Sicilia” di THEA Group, colloca la regione in testa al Sud Italia per numero di istituti culturali.
La presenza in organico di tecnici con competenze storiche e critiche è considerata strategica per:
- Garantire valutazioni storico-critiche accurate.
- Sostenere interventi di restauro con metodologie adeguate.
- Coordinare mostre, musei e programmi di valorizzazione.
- Gestire autorizzazioni e interazioni con forze dell’ordine come il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Possibili ricadute pratiche sull’attività amministrativa
L’inserimento del profilo può incidere su molte procedure quotidiane:
- Migliore valutazione delle pratiche di esportazione e circolazione di beni.
- Maggiore rigore nella verifica della congruità degli interventi di restauro.
- Più efficacia nelle stime economiche e nelle perizie tecniche.
- Supporto scientifico per la realizzazione di mostre temporanee e permanenti.











