Inzaghi, Arabia, Inter: non sto bene e non me ne sono andato per soldi

Mostra sommario Nascondi sommario

Simone Inzaghi spegne i cinquant’anni lontano da Piacenza, immerso in una realtà che lo ha riscritto come allenatore e come uomo. La scelta dell’Arabia Saudita non è stata solo economica né soltanto professionale. Da Riad racconta una quotidianità più tranquilla e strutturata, insieme a nuovi stimoli. E parla anche dell’Italia, dei Mondiali e della generazione che porta avanti il suo nome.

La nuova vita a Riad: ambiente e routine

All’Al-Hilal Inzaghi ha trovato un contesto differente rispetto alla Serie A. Strutture all’avanguardia, maggior serenità quotidiana e un equilibrio tra lavoro e famiglia. Questi elementi, dice, hanno pesato più dell’aspetto contrattuale.

Il cambio di ritmo gli ha permesso di alleggerire la pressione. Allenare resta impegnativo. Ma l’ambiente lo aiuta a gestire lo stress.

Contratto e motivazioni: non solo stipendio

La notizia degli stipendi milionari nella Saudi Pro League è nota. Inzaghi percepisce cifre importanti. Ma definire la sua scelta solo con il salario sarebbe riduttivo.

Perché ha accettato

  • Desiderio di una esperienza nuova e totale.
  • Bisogno di allontanarsi dall’intenso carico di pressioni in Italia.
  • Attrattiva di strutture e infrastrutture adeguate al lavoro moderno.

Non era una necessità economica, ha spiegato, ma una volontà di rigenerarsi professionalmente in un contesto diverso.

Il rapporto con l’Italia e la delusione per i Mondiali

Pur vivendo all’estero, Inzaghi rimane profondamente legato all’Italia. Segue il movimento calcistico nazionale con attenzione e soffre per le difficoltà. La mancata qualificazione ai Mondiali gli ha dato fastidio.

Ricorda la tradizione calcistica della famiglia e la vittoria mondiale vissuta da un fratello. Tuttavia mantiene fiducia nel futuro del calcio italiano.

Voci sul ritorno e il possibile ruolo in nazionale

Le speculazioni su un ritorno in patria non mancano. Tra tifosi e addetti ai lavori circolano proposte e ipotesi, anche per un ruolo da commissario tecnico.

  • Inzaghi si dice lusingato dalle attenzioni.
  • Al contempo ribadisce il legame contrattuale con l’Al-Hilal.
  • Non mostra fretta di tornare: preferisce completare il progetto intrapreso.

La famiglia lontano da casa: figli, crescita e prospettive

Il trasferimento ha coinvolto anche la famiglia. I figli crescono in un ambiente diverso e il calcio resta il filo conduttore della loro vita.

  • Lorenzo: tredici anni, attaccante, passato dall’Inter all’Under del club saudita. Goal e numeri che attirano attenzioni.
  • Andrea: cinque anni, vocazione in erba e divertimento con il pallone.

Inzaghi osserva i figli con orgoglio. La dinastia calcistica prosegue, anche a migliaia di chilometri da Piacenza.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Italianos de Argentina è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento