Mostra sommario Nascondi sommario
Simone Inzaghi spegne i cinquant’anni lontano da Piacenza, immerso in una realtà che lo ha riscritto come allenatore e come uomo. La scelta dell’Arabia Saudita non è stata solo economica né soltanto professionale. Da Riad racconta una quotidianità più tranquilla e strutturata, insieme a nuovi stimoli. E parla anche dell’Italia, dei Mondiali e della generazione che porta avanti il suo nome.
La nuova vita a Riad: ambiente e routine
All’Al-Hilal Inzaghi ha trovato un contesto differente rispetto alla Serie A. Strutture all’avanguardia, maggior serenità quotidiana e un equilibrio tra lavoro e famiglia. Questi elementi, dice, hanno pesato più dell’aspetto contrattuale.
Consorzio del Prosecco sotto attacco: chi è Bella Principessa
Zanardi: moglie Daniela e il figlio Niccolò, la forza che tiene unita la famiglia
Il cambio di ritmo gli ha permesso di alleggerire la pressione. Allenare resta impegnativo. Ma l’ambiente lo aiuta a gestire lo stress.
Contratto e motivazioni: non solo stipendio
La notizia degli stipendi milionari nella Saudi Pro League è nota. Inzaghi percepisce cifre importanti. Ma definire la sua scelta solo con il salario sarebbe riduttivo.
Perché ha accettato
- Desiderio di una esperienza nuova e totale.
- Bisogno di allontanarsi dall’intenso carico di pressioni in Italia.
- Attrattiva di strutture e infrastrutture adeguate al lavoro moderno.
Non era una necessità economica, ha spiegato, ma una volontà di rigenerarsi professionalmente in un contesto diverso.
Il rapporto con l’Italia e la delusione per i Mondiali
Pur vivendo all’estero, Inzaghi rimane profondamente legato all’Italia. Segue il movimento calcistico nazionale con attenzione e soffre per le difficoltà. La mancata qualificazione ai Mondiali gli ha dato fastidio.
Ricorda la tradizione calcistica della famiglia e la vittoria mondiale vissuta da un fratello. Tuttavia mantiene fiducia nel futuro del calcio italiano.
Voci sul ritorno e il possibile ruolo in nazionale
Le speculazioni su un ritorno in patria non mancano. Tra tifosi e addetti ai lavori circolano proposte e ipotesi, anche per un ruolo da commissario tecnico.
- Inzaghi si dice lusingato dalle attenzioni.
- Al contempo ribadisce il legame contrattuale con l’Al-Hilal.
- Non mostra fretta di tornare: preferisce completare il progetto intrapreso.
La famiglia lontano da casa: figli, crescita e prospettive
Il trasferimento ha coinvolto anche la famiglia. I figli crescono in un ambiente diverso e il calcio resta il filo conduttore della loro vita.
- Lorenzo: tredici anni, attaccante, passato dall’Inter all’Under del club saudita. Goal e numeri che attirano attenzioni.
- Andrea: cinque anni, vocazione in erba e divertimento con il pallone.
Inzaghi osserva i figli con orgoglio. La dinastia calcistica prosegue, anche a migliaia di chilometri da Piacenza.












