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Carlos Alcaraz è fermo a causa di un problema che ogni tennista teme: la tenosinovite al polso. L’infiammazione ha già costretto il campione a saltare gli Internazionali di Roma e il Roland Garros. Ora lo scenario resta incerto e la scelta tra recupero rapido o prudenza può cambiare il corso della sua stagione.
Tempistiche probabili e scenari di rientro per Alcaraz
La localizzazione dell’infortunio suggerisce prudenza. Il ritorno sull’erba del Queen’s o a Wimbledon sembra oggi poco realistico. Lo staff valuta ogni opzione per evitare ricadute.
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- Ritorno sull’erba: ipotesi ottimistica, non la più probabile.
- Rientro sul cemento americano: opzione concreta, include Cincinnati e lo US Open.
- Sospensione lunga: stop di sei mesi che equivarrebbe a stagione finita.
La decisione dipenderà da come risponde il polso alle terapie. Lo staff preferisce non accelerare i tempi. A 23 anni, Alcaraz ha una lunga carriera davanti. Perciò la parola d’ordine sembra essere prudenza.
Tenosinovite al polso: definizione e sintomi chiave
La tenosinovite è l’infiammazione della guaina che avvolge i tendini. Nel tennis nasce per l’uso ripetuto dell’articolazione. Il dolore si concentra sul lato del pollice e ostacola il movimento della racchetta.
- Dolore localizzato vicino al polso.
- Difficoltà a chiudere la mano o a colpire con forza.
- Possibile rigidità mattutina e sensazione di scroscio.
Il decorso non è sempre lineare. In alcuni casi la condizione può diventare cronica. Per questo motivo è fondamentale una valutazione medica accurata.
Trattamenti: cosa si prova prima dell’intervento
La prima linea è conservativa. Molte terapie puntano a ridurre infiammazione e stress sul tendine.
Misure non chirurgiche
- Riposo funzionale e limitazione dei carichi sul polso.
- Utilizzo di tutore per stabilizzare l’articolazione.
- Crioterapia per ridurre il gonfiore.
- Fisioterapia mirata per rinforzare e correggere i movimenti.
- Farmaci antiinfiammatori e, se necessario, infiltrazioni di cortisone.
Quando si valuta l’intervento
Se le terapie conservative non risolvono, si prende in considerazione la chirurgia. L’intervento mira a liberare il tendine dalla guaina infiammata. È una scelta importante. I tempi di recupero variano e non sono mai del tutto prevedibili.
Come un polso può condizionare una carriera: Del Potro e Thiem
I precedenti mostrano quanto sia serio il rischio per i top player. Juan Martin Del Potro iniziò con un problema simile. Dopo il primo intervento del 2010 tornò in campo, ma il dolore ritornò più volte.
- Del Potro: ripetute ricadute, più interventi e una carriera condizionata fino al ritiro.
- Dominic Thiem: problemi al polso che hanno inciso sulle prestazioni e sul futuro agonistico.
Questi casi insegnano che un’infiammazione apparentemente risolvibile può trasformarsi in un problema ricorrente. Per molti giocatori il polso ha significato rinunce e scelte forzate.
Scelte dello staff e implicazioni sul calendario
Attorno ad Alcaraz c’è la volontà di non esporlo a rischi inutili. La famiglia e i medici preferiscono un percorso conservativo, anche se più lento.
- Valutazioni continue con specialisti della mano.
- Programmazione dei tornei in base alla risposta alle terapie.
- Opzione di saltare intere fasi della stagione per salvaguardare il futuro.
Non forzare il rientro è la priorità. Il rischio di ricaduta potrebbe compromettere anni di lavoro e risultati. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Alcaraz tornerà in campo quest’anno.












