Casa veneziana: il lusso gentile che conquista

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Tra i riflessi dell’acqua e il lento scorrere delle gondole nasce un indirizzo pensato come casa. Violino d’Oro è un boutique hotel 5 stelle che ha aperto nel 2023 e si propone come un angolo intimo e familiare nel cuore di Venezia.

Posizione, storia familiare e legami con il territorio

L’hotel si affaccia tra Rio San Moisè e la Corte Barozzi, a pochi passi dai grandi flussi turistici. Dietro al progetto c’è la Famiglia Maestrelli, con radici fiorentine e una tradizione nell’ospitalità lunga oltre trent’anni.

  • Fondatore: Egiziano Maestrelli, avvio dell’esperienza a Firenze.
  • Generazione attuale: Elena, con il figlio Nicolò e la nipote Sara.
  • Collegamento a Collection Em, gruppo che cura boutique hotel di carattere.

Design, artigianato e ispirazioni culturali

Ogni ambiente nasce da mani locali. L’approccio mescola artigianato veneto e toscano con richiami storici e contemporanei.

  • Tessuti: Rubelli.
  • Vetri d’autore: Venini.
  • Porcellane: Richard Ginori.
  • Lampade: vetro di Murano.

Le linee richiamano le suggestioni orientali dei viaggi di Marco Polo e il rigore moderno di Carlo Scarpa. Il risultato è un’estetica calda e raffinata.

Camere, atmosfera e sensazione di casa

Il Violino d’Oro conta trenta due camere, ognuna pensata come un piccolo scrigno. L’intervento dei maestri locali valorizza materiali e dettagli.

  • Dimensione raccolta per un soggiorno riservato.
  • Arredi su misura per richiamare l’identità veneziana.
  • Atmosfera intima, adatta anche a chi cerca discrezione.

Molti ospiti parlano di una sensazione quasi domestica. Anche i gondolieri in pausa trovano qui un rifugio informale e composto.

Il Piccolo: il ristorante dell’hotel e il doppio sguardo in cucina

Il ristorante si chiama Il Piccolo e ha solo nove tavoli. L’ambiente è simile a una sala da pranzo privata.

La brigata è guidata da due figure diverse ma complementari.

  • Ross Khuda: nato in Ucraina, cresciuto in Romagna, con esperienze al St. Regis. Firma piatti caldi e familiari.
  • Antonio Lusso: pasticcere sardo, con passaggi in ristoranti stellati e al JW Marriott Venice. Cura i dessert con tocchi sorprendenti.

Il menu gioca su due direttrici: la tradizione veneziana interpretata e una chiara inclinazione plant-based.

Piatti caratteristici e creatività in cucina

  • Saor de’ lambao: bao cotto a vapore con agnello in saor, un incontro tra oriente e laguna.
  • Squillami dopo: cappelletti di branzino con salsa di canocchie e olio al basilico.
  • Rombo va alla mostra del cinema: rombo delicato con cremoso al popcorn e pak-choi in salsa veneziana.

I nomi dei piatti raccontano storie e suscitano curiosità. Il bilanciamento dei sapori punta su contrasti e ricordi locali.

Aperitivo veneziano reinterpretato: cicchetti green e cocktail botanici

Il rito dell’aperitivo viene qui riletto in chiave vegetale. I classici cicchetti si trasformano in proposte interamente plant-based.

  • Ingredienti locali e stagionali.
  • Cocktail miscelati con liquori e essenze del territorio.
  • Un’offerta pensata per chi cerca sapori autentici e sostenibili.

Cosa aspettarsi durante la permanenza

L’esperienza unisce lusso misurato e accoglienza familiare. L’ospitalità ambisce a essere calda più che monumentale.

  • Un servizio attento ma poco formale.
  • Spazi raccolti ideali per coppie e viaggiatori che amano la discrezione.
  • Un dialogo costante con artigiani locali per garantire autenticità.

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