Rapina a Donnarumma, moglie stretta al collo con cavo del telefono: perde il bambino per lo shock

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Il tribunale di Parigi ha emesso una sentenza che porta a una condanna pesante per chi è stato ritenuto il mandante della rapina nell’appartamento parigino di Gigio Donnarumma. Il processo ha scandagliato i momenti drammatici di quella notte e le conseguenze fisiche e psicologiche per le vittime.

Il verdetto principale: pena e multa per il presunto mandante

I giudici hanno inflitto una pena significativa al giovane indicato come organizzatore dell’assalto. Ilyas Kherbouch, 21 anni, noto come “Ganito”, è stato condannato a nove anni di carcere e a una multa di 80.000 euro. La corte ha ritenuto sussistenti prove sufficienti per il ruolo a lui attribuito.

Aula di tribunale con martelletto e sedute vuote
La sentenza emessa dal tribunale di Parigi ha stabilito la pena per il presunto mandante.

Chi sono gli altri imputati e le loro sentenze

Non tutti i sospettati hanno ricevuto la stessa sorte. La magistratura ha valutato ruoli diversi per i coinvolti e ha pronunciato decisioni distinte.

  • Khyan M. (“Kiki”), 22 anni: assolto dalle accuse di avere diretto il colpo dall’interno del carcere attraverso istruzioni telefoniche.
  • Moktar D.: ritenuto il basista della rapina; condannato a cinque anni di reclusione.

La dinamica dell’aggressione in Avenue Montaigne

La rapina avvenne il 21 luglio 2023 in un quartiere residenziale di Parigi. I malviventi entrarono nell’appartamento dopo essere saliti sul tetto e aver forzato l’accesso da una finestra.

Cosa è successo all’interno dell’abitazione

  • Gigio Donnarumma, all’epoca portiere del Psg, è stato aggredito al volto con un oggetto contundente e minacciato con un coltello.
  • La compagna, poi moglie, Alessia Elefante è stata costretta a mostrare la cassaforte. I rapinatori non si sono fermati alle minacce.

Le conseguenze per Alessia Elefante: lo shock e la perdita

Durante il sopruso, la donna comunicò ai rapinatori di essere incinta. Nonostante ciò, la violenza proseguì. Nei giorni successivi, Alessia subì un aborto spontaneo. I giudici hanno ritenuto plausibile un nesso tra lo shock dell’aggressione e la perdita del feto.

Donna sotto shock assistita in ospedale dopo un trauma
Le conseguenze fisiche e psicologiche subite da Alessia Elefante dopo la rapina.

La testimonianza della donna ha descritto momenti di terrore, con episodi di strangolamento con un cavo di ricarica e insistenza sui gioielli e sugli orologi.

Valore della refurtiva e danni subiti

Le indagini hanno stimato un ingente bottino. Il valore degli oggetti trafugati è stato quantificato attorno ai 500.000 euro. La cifra comprende orologi e altri beni di pregio sottratti durante la rapina.

Elementi chiave dell’inchiesta e prove emerse

L’accusa ha basato le proprie richieste su elementi investigativi raccolti dopo l’accaduto. La corte ha valutato intercettazioni, dichiarazioni e riscontri tecnici.

  • Tracce e ricostruzioni sul luogo della rapina.
  • Testimonianze delle vittime e confronti con dati telefonici.
  • Valutazioni mediche relative all’aborto spontaneo e al possibile rapporto con lo stress subito.

Impatto mediatico e reazioni dopo la sentenza

Il caso ha sollevato attenzione internazionale per il coinvolgimento di una figura pubblica dello sport. La sentenza riapre il dibattito sulla sicurezza delle persone famose e sulle modalità investigative nei casi di rapina violenta.

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