DNA della Sindone svelato: ricostruite tracce biologiche plurisecolari

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Un nuovo studio genetico apre una finestra sulle tracce biologiche che il lenzuolo conservato a Torino ha assorbito nei secoli. L’indagine mette insieme dati sul DNA, sul microbioma e sulle contaminazioni ambientali, senza però sovvertire le attuali evidenze sulla datazione del telo.

Chi ha guidato l’indagine e quali campioni sono stati analizzati

La ricerca è stata promossa dalle Università di Pavia e Padova, con il coordinamento di Alessandro Achilli e Gianni Barcaccia. Lo studio si è basato sui frammenti ufficiali prelevati nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 1978 dal professor Pierluigi Baima Bollone.

I campioni esaminati rappresentano la collezione storica utilizzata in molte analisi precedenti. La sequenza dei lavori si è svolta tra settembre 2022 e dicembre 2025, con il contributo di istituzioni nazionali e internazionali.

Metodo adottato: metagenomica e laboratorio per DNA antico

Estrazione e sequenziamento

Il gruppo di Pavia ha estratto DNA da residui organici sui frammenti in un laboratorio dedicato al DNA antico. Non è stato semplice.

  • La qualità e la quantità del materiale erano limitate.
  • I ricercatori sono comunque riusciti a ottenere sequenze genomiche da sette dei frammenti disponibili.
  • L’approccio è stato metagenomico, cioè volto a rilevare l’insieme dei segnali biologici presenti.

Cosa emergono i segnali umani: lignaggi e contaminazioni

L’analisi ha ricostruito una trama di segnali umani sovrapposti nel tempo.

  • È stata riscontrata una linea mitocondriale predominante compatibile con popolazioni ashkenazite, la stessa identificata nel profilo genetico del professor Baima Bollone.
  • La presenza di cheratine e altre proteine cutanee indica che alcune fasi di prelievo non furono sterili.
  • Altri lignaggi umani identificati appartengono a profili diffusi nell’Europa occidentale e a sequenze più frequenti in Medio Oriente.

Gli autori precisano che la contaminazione al momento del prelievo ha oscurato molte tracce più antiche. Per questo motivo non è possibile attribuire con certezza geografie storiche a singole sequenze.

Microbioma e tracce ambientali: un quadro complesso

Le analisi metagenomiche condotte dall’Università di Padova hanno ricostruito un microbioma variegato e numerose fonti non umane di DNA.

Organismi rilevati

  • Microrganismi: batteri, archei e funghi, alcuni associabili ad ambienti salini.
  • Resti di corallo rosso, tipico del Mediterraneo.
  • Piante coltivate: tracce genetiche attribuibili a carota, grano, mais, banana e arachide.
  • Animali: segnali riconducibili a bovini, suini, pollame, cani e gatti.

Questi elementi riflettono molteplici contatti biologici tra il telo e persone, ambienti e materiali passati attraverso i secoli.

Datazione radiometrica e interventi storici sul tessuto

Secondo gli autori, i risultati genetici non mettono in discussione la datazione ottenuta con il radiocarbonio nel 1988.

  • Il riferimento rimane lo studio radiocarbonico dei laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, che colloca il tessuto tra il 1260 e il 1390 d.C.
  • Questa fascia è coerente con la raffigurazione più antica nota della Sindone: il medaglione votivo di Lirey, databile tra il 1350 e il 1418 e conservato a Parigi.

Analisi radiocarboniche più recenti su due fili prelevati dal reliquiario indicano invece una datazione compresa tra il 1451 e il 1799. Tale intervallo è compatibile con interventi di riparazione documentati dopo l’incendio della cattedrale di Chambéry del 1532.

Inoltre, la presenza nei due fili di proteine tipiche della seta rafforza l’ipotesi che materiali tessili siano stati utilizzati durante le riparazioni.

Significato dei risultati e limiti dell’approccio

Gli autori sottolineano che i dati molecolari offrono una lettura aggiuntiva sulla storia conservativa del telo. Tuttavia, avvertono che il DNA ottenuto è la somma di molteplici segnali biologici accumulati nel tempo.

  • Il metodo metagenomico è potente per mappare contaminazioni e microbiomi.
  • Ma non sempre permette di isolare eventi storici o geografie specifiche per singoli reperti genetici.
  • Per questo motivo i risultati vanno integrati con indagini forensi, dati storici e analisi radiometriche.

Osservazioni dei ricercatori sui risultati pratici

I commenti dei membri dei due gruppi mettono in luce aspetti operativi e interpretativi.

  • Dal laboratorio di Pavia emerge la difficoltà tecnica di lavorare su materiali così degradati.
  • Il team di Padova ha evidenziato la ricchezza del microbioma e la presenza di specie marine e terrestri tipiche di scambi commerciali e viaggi.
  • Gli studiosi invitano alla prudenza nell’attribuire singoli segnali a eventi storici isolati.

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