Mostra sommario Nascondi sommario
- La proposta: una città-laboratorio per l’arte contemporanea
- Chi guida il progetto: direzione artistica e alleanze
- Il comitato scientifico e il valore internazionale
- Spazi coinvolti: patrimonio storico e luoghi di periferia
- Programma e attività previste
- Il filo storico e simbolico della proposta
- Tempistiche, iter e prossime fasi
- Reazioni pubbliche e adesioni locali
- Linee guida artistiche: dissidenza, curiosità e dialogo
Padova ha ufficializzato la sua corsa per il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con un dossier che punta a trasformare la città in un laboratorio creativo e multidisciplinare. Il progetto, dal titolo “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”, mette insieme istituzioni, università, fondazioni e una direzione artistica di rilievo internazionale.
La proposta: una città-laboratorio per l’arte contemporanea
La candidatura descrive Padova come un crocevia tra ricerca scientifica e produzione artistica. L’idea è trasformare spazi urbani e reti culturali in una piattaforma capace di produrre conoscenza e partecipazione.
Foie gras cinese: costa 10 volte meno di quello francese
Serie A anticipi e posticipi prime 5 giornate: calendario completo e sorprese
- Obiettivo strategico: creare un ecosistema culturale sostenibile e durevole.
- Priorità: rigenerazione di luoghi, accesso ampliato alla cultura, coinvolgimento dei giovani.
- Approccio: lavoro interdisciplinare tra arte, università, istituzioni e comunità.
Chi guida il progetto: direzione artistica e alleanze
La direzione artistica è affidata a tre figure di riferimento: Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah. Il progetto è promosso dal Comune con il patrocinio della Regione Veneto.
Stakeholder principali
- Università di Padova e la sua lunga tradizione accademica.
- Diocesi di Padova.
- Tre fondazioni private: Alberto Peruzzo, Chiara e Francesco Carraro e Bano.
- Rete di associazioni, cooperative, operatori economici e turistici locali.
Il comitato scientifico e il valore internazionale
Il dossier è supportato da un comitato scientifico con personalità di rilievo. Tra i nomi figurano curatori, rappresentanti accademici e progettisti internazionali che legano l’iniziativa ai circuiti europei.
- Cecilia Alemani, figura chiave delle grandi rassegne internazionali.
- José Tolentino de Mendonça, voce istituzionale del dialogo culturale.
- Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova.
- Renzo Piano, contributo sull’architettura e la rigenerazione urbana.
Spazi coinvolti: patrimonio storico e luoghi di periferia
Il progetto punta alla riqualificazione di oltre 20.000 metri quadrati di infrastrutture culturali. L’idea è costruire una geografia diffusa che integri centro storico e quartieri.
Luoghi principali indicati nel dossier
- Palazzo della Ragione
- Orto Botanico
- Castello Carrarese
- Museo degli Eremitani
- Palazzo Lanza e Palazzo Zabarella
- Ex Cinema Altino
- San Carlo Center DU30 e Palazzo Configliachi
- Laboratorio di Quartiere all’Arcella e Villa Breda a Ponte di Brenta
Programma e attività previste
La candidatura non si limita a un festival temporaneo. Si propone come una piattaforma urbana con interventi duraturi.
- Mostre e commissioni pubbliche.
- Residenze artistiche e programmi educativi.
- Conferenze, pubblicazioni e progetti di ricerca.
- Iniziative rivolte ai giovani e agli studenti universitari.
Il filo storico e simbolico della proposta
Il titolo della candidatura richiama l’imperativo dell’apprendimento continuo. Padova viene presentata come città di libertà del pensiero e sperimentazione culturale.
- Riferimenti storici: fondazione dell’Università nel 1222 e figure che hanno segnato la città.
- Rilettura contemporanea: Padova come “città della dissidenza creativa”.
Tempistiche, iter e prossime fasi
Il dossier è stato consegnato al Ministero della Cultura il 15 giugno 2026. Ora la commissione ministeriale valuterà le candidature e selezionerà le finaliste.
- Fasi: esame del dossier, scelta delle città finaliste, designazione della vincitrice per il 2028.
- La selezione seguirà i criteri stabiliti dal bando istituito nel 2024.
Reazioni pubbliche e adesioni locali
I rappresentanti istituzionali e i curatori hanno descritto la candidatura come frutto di un lavoro collettivo. Il progetto è stato presentato come opportunità per crescita culturale e ricaduta economica.
- Il sindaco ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti pubblici e privati.
- L’Università ha insistito sul valore della conoscenza come motore del progetto.
- Assessori e operatori culturali hanno evidenziato i risultati di rigenerazione già avviati.
Linee guida artistiche: dissidenza, curiosità e dialogo
La direzione artistica definisce la dissidenza come pratica creativa. L’intento è mettere in relazione l’arte con la ricerca scientifica e la vita quotidiana dei quartieri.
- Attenzione ai giovani: oltre 76.000 studenti sono considerati risorsa fondamentale.
- Interesse per incontri internazionali e scambi di reti culturali.
- Impegno a non limitarsi a eventi, ma a lavorare sulle infrastrutture e sulle relazioni.












