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È stato restituito al pubblico il pavimento marmoreo della Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli, un intervento che ridà luce a un elemento chiave dell’architettura barocca progettata da Cosimo Fanzago. L’opera, completata dopo mesi di lavori, prepara la città al cinquecentenario della fondazione della Cappella nel 2027.
Tempi, finanziamenti e squadra del restauro
I lavori sono durati circa otto mesi e sono stati sostenuti dalla Fondazione Deloitte. Il progetto è nato su impulso della Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro.
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- Progettazione: Giuseppe Giordano.
- Direzione tecnica: Alessandra Risolo (R.O.M.A. Consorzio).
- Direzione operativa: Melina Pagano per R.O.M.A. Consorzio.
- Patrocinio e sostegno: Fondazione Deloitte e istituzioni locali.
Alla presentazione hanno preso parte rappresentanti istituzionali e della cultura. Tra i presenti: assessori, funzionari della Soprintendenza, membri della Deputazione e il presidente della Fondazione che ha finanziato l’intervento.
Interventi eseguiti sul piano marmoreo
Fasi principali del consolidamento
Il cantiere ha seguito un percorso conservativo articolato per rispettare l’originalità dell’opera.
- Pulitura delle superfici marmoree.
- Rimozione di stuccature non coerenti con l’assetto originario.
- Consolidamento del supporto lapideo.
- Integrazione delle lacune tramite tarsie marmoree.
- Protezione finale con cere microcristalline.
Standard e criteri applicati
L’intervento ha rispettato le pratiche correnti per il restauro dei materiali lapidei. Le scelte tecniche sono state dettate dalla necessità di conservare i materiali originali e di rendere il piano resistente alla fruizione pubblica.
Le difficoltà incontrate in cantiere
Il lavoro si è svolto su una superficie estesa e articolata. I restauratori hanno dovuto adattare le metodologie in corso d’opera.
- Gestione delle condizioni conservative diverse sulle singole lastre.
- Interventi calibrati per non intaccare l’impatto estetico complessivo.
- Coordinamento tra tecnici, soprintendenze e committenza.
Il pavimento di Fanzago e il suo valore artistico
Le lastre marmoree progettate da Cosimo Fanzago rappresentano un elemento centrale dell’apparato decorativo della Cappella. Il restauro restituisce leggibilità a motivi e cromie che rischiavano di perdersi.
La superficie pavimentale dialoga con marmi, ori e sculture della Cappella, contribuendo all’armonia complessiva del complesso barocco.
Origini della Cappella e funzione sociale
La Cappella del Tesoro di San Gennaro affonda le sue radici in un patto del 1527. Fu un accordo tra la città e il santo, con lo scopo di proteggere Napoli da calamità come pestilenze, guerre ed eruzioni vulcaniche.
Da quella volontà nacque un luogo che coniuga devozione, arte e memoria collettiva. Nei secoli la Cappella è diventata custode di reliquie e di opere di grande valore storico e devozionale.
- Presenza del busto angioino del santo.
- Teca con le reliquie di San Gennaro.
- Rito della liquefazione del sangue, fulcro della tradizione cittadina.
Le parole ufficiali: cosa hanno detto i protagonisti
Il presidente della Fondazione che ha sostenuto il restauro ha richiamato l’impegno dell’ente per la tutela del patrimonio culturale. Ha sottolineato l’importanza dell’intervento per Napoli e per il valore nazionale dell’opera.
Il deputato della Cappella ha evidenziato che il restauro del pavimento è il primo intervento esteso sull’intera superficie. Ha collegato l’iniziativa al prossimo cinquecentenario del patto del 1527 e alla volontà di avviare altri interventi conservativi.
Impatto culturale e prossimi passi
Il recupero del pavimento rende nuovamente fruibile un elemento che contribuisce all’identità visiva e devozionale della Cappella. L’operazione è pensata anche come primo passo di un programma più ampio di tutela.
- Valorizzazione per visite e riti religiosi.
- Avvio di interventi successivi su altri settori della Cappella.
- Coinvolgimento del territorio in vista del 2027.












