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Nel cuore medievale di Ancona è emersa una scoperta destinata a cambiare la lettura della città antica: durante recenti lavori è affiorata una massiccia muratura che potrebbe risalire all’epoca romana. La struttura sorprende per dimensioni e qualità dei materiali, e apre nuovi interrogativi sul passato urbano della città dorica.
Luogo e contesto degli scavi nel centro storico
Il ritrovamento è avvenuto vicino alla Chiesa di San Gregorio Illuminatore e alla cosiddetta Casa dei Fiorentini. Gli interventi fanno parte delle opere di messa in sicurezza avviate nei primi mesi del 2026. Lo scavo iniziale, identificato come saggio C4, è stato finanziato con fondi previsti dalla normativa nazionale per la valorizzazione dei beni culturali.
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Elementi costruttivi e tecniche antiche
La parete è realizzata con blocchi squadrati di pietra locale. Materiali e tecnica ricordano le grandi opere pubbliche romane. Tra gli aspetti rilevanti:
- uso di ortostati alternati e filari sfalsati;
- riempimenti in opus caementicium e breccia;
- muratura a sacco tipica delle opere di contenimento e fondazioni;
- impiego di calcarenite e arenaria in elementi più rifiniti.
Dimensioni e stato di conservazione della struttura
Lo stato di conservazione è sorprendente. Il muro è emerso per un’altezza di circa 4,5 metri. Lo spessore stimato supera i 4 metri. Finora è stata ispezionata una lunghezza di circa 10 metri, che però prosegue oltre l’area di scavo.
Pilastri e particolari architettonici
Sul lato sud-orientale sono visibili tre pilastri aggettanti, posti a intervalli regolari. La loro fattura è precisa e indica capacità tecniche avanzate. Questi elementi potrebbero aver sostenuto una facciata o una struttura di servizio.
Indagini, cronologia e fondi impiegati
Le operazioni sono state avviate il 30 marzo 2026 nell’ambito degli interventi finanziati dalla legge 232/2016, comma 140. Il saggio C4 ha una doppia finalità: garantire la sicurezza dell’area e documentare stratigrafie e strutture antiche.
- fasi di scavo stratigrafico controllato;
- documentazione fotografica e rilievi metrici;
- campionamenti per analisi materiali e datazioni.
Ipotesi funzionali e valore archeologico
Gli archeologi suggeriscono che la struttura possa appartenere a un grande edificio pubblico o a opere di contenimento nel tessuto urbano romano. La mole e la tecnica superano quanto finora noto in città.
Confronti e implicazioni per Ancona
Se confermata l’attribuzione all’età romana, la scoperta ridefinirà alcuni aspetti della topografia antica. Potrebbe emergere un ruolo maggiore della zona nel sistema urbano e portuale della città dorica.
Prossimi passi nelle ricerche e tutela
I lavori proseguiranno con estensioni dello scavo e studi specialistici. Tra le azioni programmate:
- approfondimenti stratigrafici per definire la cronologia;
- analisi petrografiche e chimiche sui materiali;
- progetti per la conservazione e la fruizione pubblica.
Le istituzioni locali e gli uffici archeologici vagliano soluzioni per garantire studi accurati e la protezione del sito. La scoperta è già considerata di grande rilievo per la storia antica di Ancona.












