Biennale di Venezia: nuova sede all’Arsenale per l’archivio storico e centro di ricerca

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La Biennale inaugura al Magazzino del Ferro, nell’Arsenale, una sede rinnovata per il suo Archivio Storico e il Centro Internazionale della Ricerca, con un programma pubblico di tre giorni ricco di performance, lecture e un open day. L’evento, in calendario dal 1° al 3 giugno 2026, mira a trasformare i materiali d’archivio in occasioni di produzione culturale e incontro con la città.

Il nuovo spazio all’Arsenale: dove nasce la sede e perché conta

Il Magazzino del Ferro, vicino alle Corderie e individuato in Campo della Tana 2169/F, ospita la nuova sede. Il recupero dell’edificio fa parte di una strategia di valorizzazione degli spazi della Biennale avviata alla fine degli anni Novanta.

  • Superficie: circa 8.000 metri quadrati.
  • Inizio lavori: marzo 2024; completamento rispettato secondo cronoprogramma.
  • Finanziamento: progetto sostenuto dal Ministero della Cultura tramite il Piano Nazionale Complementare (PNC) del PNRR.

Questa operazione è parte dei programmi Grandi Attrattori Beni Culturali e Grandi Progetti Beni Culturali, con l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture culturali e archivistiche della Fondazione e il rapporto con Venezia.

Archivio Storico e Centro Internazionale della Ricerca: funzioni e contenuti

Già attivo nella sua forma operativa, il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee è nato per favorire scambi tra studiosi, istituzioni e giovani ricercatori. Inaugurato nel 2021, è pensato come piattaforma di produzione culturale.

L’Archivio Storico conserva documenti che raccontano la storia della Biennale dal 1895 ad oggi. Si tratta di un patrimonio in continua crescita, pensato per essere consultato e per stimolare nuove pratiche di ricerca.

  • Biblioteca specializzata nelle arti contemporanee, collocata al Padiglione Centrale ai Giardini.
  • Fondo Storico con oltre 10.000 fascicoli.
  • Fototeca e mediateca con fotografie e materiali audiovisivi.
  • Fondo Artistico, manifesti, rassegne stampa e materiali vari.
  • Carteggi, partiture, opere d’arte e dischi in vinile.

La Biennale considera questi fondi risorse attive: vengono usati per elaborare progetti espositivi e iniziative curate dai direttori artistici dei vari settori.

Programma d’apertura: idee, spettacoli e riflessioni sui linguaggi contemporanei

La tre giorni di inaugurazione mette in primo piano il rapporto tra archivio, performance e ricerca. I direttori delle sezioni della Biennale sono anche i curatori degli interventi.

Primo giorno — 1° giugno: coreografie digitali, installazioni e letture corali

Il pomeriggio e la serata del primo giugno ospitano tre appuntamenti principali, con due finestre orarie: 15:30–17:00 e 18:00–19:30.

  • Body as Archive — progetto di Biennale Danza a cura di Wayne McGregor. Un sistema coreografico basato su machine learning (AISOMA), sviluppato con Google Arts & Culture, elabora trenta anni di lavoro del coreografo per generare nuove sequenze. Sedici danzatori del Biennale College Danza portano in scena un’opera-installazione. Light design di Theresa Baumgartner; musica dal vivo di Yraki.

    • Danzatori coinvolti: Martina Balzamo, Jacopo Bellani, Ada Campagnolo, Giorgio Adam Forlani, Gerardo Garrido, Yawen Huang, Patricia Insa Ribera, Elaini Lalousis, Siyu Li, Pasquale Mazzella, Pietro Mazzotta, Garris Muñoz, Coralie Murgia, Pam Pam Phusanisa Sapchartanan, Melissa Venturi Degli Esposti, Pengfan Wu.

  • WATERMARKS — performance di Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak. Parola, suono e basso elettrico si intrecciano per indagare tempo, memoria e percezione. Gli artisti descrivono l’archivio come soglia tra passato e futuro.
  • We Were Together, I Forget the Rest — performance curata da Willem Dafoe per Biennale Teatro. Una lettura corale e improvvisata di frammenti tratti dall’archivio affronta il tema della memoria. Introduzione di Willem Dafoe; sound design a cura di Soundwalk Collective.

    • Lettori: Cesare Bisantis (Cinema), Michela Campagnolo (Danza), Giacinta Dalla Pietà (Archivio Storico), Helga Greggio (Architettura), Davide Ferrante (Musica), Luigi Ricciari (Arti Visive), Marta Zannoner (Teatro).

Secondo giorno — 2 giugno: dialoghi di progetto e un concerto elettroacustico

La giornata inizia con una lecture al mattino e prosegue con repliche e conversazioni nel pomeriggio.

  • 11:00 — lecture di Wang Shu e Lu Wenyu, direttori designati della Biennale Architettura 2027 e fondatori dello studio Amateur Architecture Studio. Tema: memoria, materiali e paesaggio nella pratica progettuale contemporanea.
  • 15:30–17:00 — repliche delle tre performance presentate il giorno precedente.
  • 17:30 — conversazione Orizzonti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con Alberto Barbera, in dialogo con giovani studiose e studiosi: Sara Coppola, Marta Costagli, Alessandro Del Re, Lorenzo Meloni e Anja Boato.
  • 21:30 — concerto Yet Darkness Held No Seraphim di Caterina Barbieri, direttrice di Biennale Musica. Il progetto esplora tecniche generative e forme elettroacustiche e si avvale di un ensemble di musicisti ospiti.

    • Light design site-specific: Marcel Weber (MFO); visual: Ruben Spini.
    • Musicisti: FontanaMIXensemble, Clara La Licata (soprano), Matilde Lazzaroni (mezzosoprano), Rocco D’Aurelio (tenore), Paolo Leonardi (baritono), Enrico Castagnetti (corno), István Baráth (tromba), Gabriele Bastrentaz (trombone), Niccolò Baldisserri (basso tuba). Sound engineer: Carlos Boix.

Terzo giorno — 3 giugno: l’open day e l’accesso al pubblico

Mercoledì 3 giugno la nuova sede apre al pubblico per visite e approfondimenti.

  • Orario open day: dalle 11:00 alle 19:00.
  • Ultimo ingresso: ore 18:30.
  • Visite guidate e accesso agli spazi restaurati per esplorare gli archivi e le installazioni in sede.

Come l’archivio entra nella pratica curatoriale e nella ricerca

L’Archivio Storico è inteso come motore di nuove progettualità. I direttori artistici delle diverse sezioni attingono ai materiali per ideare esposizioni e programmi speciali.

  • I fondi sono descritti come risorse attive, non solo come deposito di documenti.
  • Il Centro promuove collaborazioni internazionali e percorsi formativi per studenti e ricercatori.
  • L’iniziativa rafforza il dialogo tra pratica artistica, conservazione e tecnologie digitali.

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