Artisti alla biennale contro i leoni dei visitatori: annunciano azioni legali

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Una protesta collettiva scuote la 61ª Biennale di Venezia: decine di artisti chiedono di essere esclusi dalla votazione per i nuovi Leoni dei Visitatori e accusano la Fondazione di non aver risposto alle loro richieste. La tensione nasce dalla gestione delle dimissioni della giuria e dalla decisione dell’ente di trasformare il meccanismo di premiazione. I partecipanti minacciano passi legali e reclamano trasparenza.

Richieste precise e impegni richiesti agli organizzatori

Gli artisti hanno inviato una lettera formale alla Fondazione Biennale di Venezia e al presidente, chiedendo interventi immediati.

  • Rimozione immediata dei nomi dei firmatari da ogni lista collegata ai Leoni dei Visitatori.
  • Annullamento dei voti già espressi a favore di chi aveva revocato la candidatura.
  • Conferma scritta di avvenuta ricezione e di attuazione delle modifiche sul sito e nelle comunicazioni.

I firmatari sostengono che queste richieste non mirano a negare il voto del pubblico, ma a tutelare il valore delle procedure concordate.

La cronologia che ha alimentato la protesta

La controversia si è sviluppata in poche settimane. Ecco i passaggi principali.

  1. 22 aprile: annuncio dei membri della giuria internazionale nominata da Koyo Kouoh.
  2. 23 aprile: la giuria decide di escludere alcuni Padiglioni sotto indagine internazionale.
  3. 30 aprile: la giuria si dimette, citando rischi legali e pressioni.
  4. Subito dopo: la Biennale introduce i Leoni dei Visitatori come nuovo sistema di assegnazione dei premi.
  5. 9 maggio: primo giorno di apertura, primo gruppo di artisti chiede il ritiro dalle candidature.
  6. 14 maggio: ai possessori di biglietto arriva la scheda per votare; nomi ritirati risultano ancora nelle liste.

Perché molti artisti rifiutano di partecipare al voto

I firmatari spiegano che il rifiuto nasce da motivazioni etiche e istituzionali.

  • Solidarietà verso la giuria originaria e il suo diritto a deliberare liberamente.
  • Diffidenza verso una procedura introdotta dopo una crisi interna.
  • Richiesta di responsabilità da parte della Biennale nella tutela dell’indipendenza dei commissari.

Secondo gli artisti, creare il premio al termine di quella vicenda equivale a eludere le conseguenze delle dimissioni della giuria.

Come è stata articolata la lettera collettiva

La missiva inviata il 20 maggio sintetizza le ragioni del gruppo e le richieste operative.

Contenuti principali della comunicazione

  • Richiesta formale di esclusione delle candidature firmate dagli autori della lettera.
  • Richiesta di cancellare ogni riferimento nei canali di voto e di comunicazione.
  • Domanda di invalidare eventuali voti già attribuiti a chi aveva chiesto il ritiro.
  • Richiesta di conferma scritta dell’avvenuta ricezione e dell’adozione delle misure.

Il tono è fermo: gli artisti affermano di non essere contrari al coinvolgimento del pubblico, ma contestano il tempismo e le modalità dell’intervento.

Il problema delle schede di voto inoltrate ai visitatori

Un elemento scatenante della protesta è il messaggio inviato ai titolari dei biglietti dei Giardini e dell’Arsenale il 14 maggio.

  • I visitatori hanno ricevuto istruzioni per votare i Leoni dei Visitatori.
  • Le liste includevano nomi che gli artisti avevano già chiesto di ritirare.
  • Per i firmatari, questo ha creato confusione e mancato rispetto.

L’inclusione di nomi ritirati alimenta il sospetto che la procedura sia stata avviata senza una verifica seria delle richieste degli artisti.

Reazioni, mobilitazione e possibili azioni legali

La protesta è cresciuta in ampiezza: dai primi 52 firmatari della mostra internazionale a oltre 60, e dai 16 artisti dei padiglioni nazionali a quasi 39.

  • Gli artisti minacciano iniziative legali se le richieste non verranno soddisfatte.
  • Alcuni collettivi valutano altre forme di pressione pubblica.
  • Al momento non è nota una risposta ufficiale della Fondazione Biennale.

La situazione rimane in evoluzione e continua a scuotere il dibattito sulla governance delle grandi mostre internazionali.

Implicazioni per la reputazione della Biennale e per il pubblico

Il caso solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla fiducia del pubblico.

  • Selezione dei candidati e gestione delle dimissioni possono influire sulla credibilità dell’evento.
  • La partecipazione democratica del pubblico rischia di essere contaminata da errori procedurali.
  • La risposta dell’organizzazione sarà osservata da istituzioni e media internazionali.

La posta in gioco non è solo il premio, ma la percezione del rispetto delle regole e dei ruoli istituzionali nella Biennale.

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