Mostra sommario Nascondi sommario
- Richieste precise e impegni richiesti agli organizzatori
- La cronologia che ha alimentato la protesta
- Perché molti artisti rifiutano di partecipare al voto
- Come è stata articolata la lettera collettiva
- Il problema delle schede di voto inoltrate ai visitatori
- Reazioni, mobilitazione e possibili azioni legali
- Implicazioni per la reputazione della Biennale e per il pubblico
Una protesta collettiva scuote la 61ª Biennale di Venezia: decine di artisti chiedono di essere esclusi dalla votazione per i nuovi Leoni dei Visitatori e accusano la Fondazione di non aver risposto alle loro richieste. La tensione nasce dalla gestione delle dimissioni della giuria e dalla decisione dell’ente di trasformare il meccanismo di premiazione. I partecipanti minacciano passi legali e reclamano trasparenza.
Richieste precise e impegni richiesti agli organizzatori
Gli artisti hanno inviato una lettera formale alla Fondazione Biennale di Venezia e al presidente, chiedendo interventi immediati.
New York: prenota ora il tuo tavolo per il 2046
Selvaggia Roma si è sposata con Luca Teti: nozze intime e promessa per sempre
- Rimozione immediata dei nomi dei firmatari da ogni lista collegata ai Leoni dei Visitatori.
- Annullamento dei voti già espressi a favore di chi aveva revocato la candidatura.
- Conferma scritta di avvenuta ricezione e di attuazione delle modifiche sul sito e nelle comunicazioni.
I firmatari sostengono che queste richieste non mirano a negare il voto del pubblico, ma a tutelare il valore delle procedure concordate.
La cronologia che ha alimentato la protesta
La controversia si è sviluppata in poche settimane. Ecco i passaggi principali.
- 22 aprile: annuncio dei membri della giuria internazionale nominata da Koyo Kouoh.
- 23 aprile: la giuria decide di escludere alcuni Padiglioni sotto indagine internazionale.
- 30 aprile: la giuria si dimette, citando rischi legali e pressioni.
- Subito dopo: la Biennale introduce i Leoni dei Visitatori come nuovo sistema di assegnazione dei premi.
- 9 maggio: primo giorno di apertura, primo gruppo di artisti chiede il ritiro dalle candidature.
- 14 maggio: ai possessori di biglietto arriva la scheda per votare; nomi ritirati risultano ancora nelle liste.
Perché molti artisti rifiutano di partecipare al voto
I firmatari spiegano che il rifiuto nasce da motivazioni etiche e istituzionali.
- Solidarietà verso la giuria originaria e il suo diritto a deliberare liberamente.
- Diffidenza verso una procedura introdotta dopo una crisi interna.
- Richiesta di responsabilità da parte della Biennale nella tutela dell’indipendenza dei commissari.
Secondo gli artisti, creare il premio al termine di quella vicenda equivale a eludere le conseguenze delle dimissioni della giuria.
Come è stata articolata la lettera collettiva
La missiva inviata il 20 maggio sintetizza le ragioni del gruppo e le richieste operative.
Contenuti principali della comunicazione
- Richiesta formale di esclusione delle candidature firmate dagli autori della lettera.
- Richiesta di cancellare ogni riferimento nei canali di voto e di comunicazione.
- Domanda di invalidare eventuali voti già attribuiti a chi aveva chiesto il ritiro.
- Richiesta di conferma scritta dell’avvenuta ricezione e dell’adozione delle misure.
Il tono è fermo: gli artisti affermano di non essere contrari al coinvolgimento del pubblico, ma contestano il tempismo e le modalità dell’intervento.
Il problema delle schede di voto inoltrate ai visitatori
Un elemento scatenante della protesta è il messaggio inviato ai titolari dei biglietti dei Giardini e dell’Arsenale il 14 maggio.
- I visitatori hanno ricevuto istruzioni per votare i Leoni dei Visitatori.
- Le liste includevano nomi che gli artisti avevano già chiesto di ritirare.
- Per i firmatari, questo ha creato confusione e mancato rispetto.
L’inclusione di nomi ritirati alimenta il sospetto che la procedura sia stata avviata senza una verifica seria delle richieste degli artisti.
Reazioni, mobilitazione e possibili azioni legali
La protesta è cresciuta in ampiezza: dai primi 52 firmatari della mostra internazionale a oltre 60, e dai 16 artisti dei padiglioni nazionali a quasi 39.
- Gli artisti minacciano iniziative legali se le richieste non verranno soddisfatte.
- Alcuni collettivi valutano altre forme di pressione pubblica.
- Al momento non è nota una risposta ufficiale della Fondazione Biennale.
La situazione rimane in evoluzione e continua a scuotere il dibattito sulla governance delle grandi mostre internazionali.
Implicazioni per la reputazione della Biennale e per il pubblico
Il caso solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla fiducia del pubblico.
- Selezione dei candidati e gestione delle dimissioni possono influire sulla credibilità dell’evento.
- La partecipazione democratica del pubblico rischia di essere contaminata da errori procedurali.
- La risposta dell’organizzazione sarà osservata da istituzioni e media internazionali.
La posta in gioco non è solo il premio, ma la percezione del rispetto delle regole e dei ruoli istituzionali nella Biennale.












