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Il gesto agli Uffizi di febbraio 2024 ha riaperto il dibattito su protesta climatica e tutela delle opere d’arte, con una sentenza che assolve ma lascia in piedi sanzioni pecuniarie. Tre attivisti di Ultima Generazione, entrati nella sala della Venere, erano tornati a far parlare di sé chiedendo riparazioni per chi subisce eventi estremi.
Come si sono svolti i fatti nella Galleria
Il 13 febbraio 2024 tre attivisti sono entrati agli Uffizi e hanno fissato al vetro protettivo della Venere di Botticelli alcune fotografie. Le immagini ritraevano i danni dell’alluvione di Campi Bisenzio dell’autunno precedente. Hanno usato nastro adesivo di carta per attaccare le foto. Non è stato riscontrato alcun danno né alla tela né al vetro.
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La sentenza del Tribunale di Firenze
Il Tribunale di Firenze ha deciso per l’assoluzione dei tre imputati. La difesa era curata dall’avvocato Luigi Dell’Aquila. Nonostante l’assoluzione, resta in vigore una sanzione economica per ciascun attivista.
La multa confermata
Ogni attivista dovrà pagare una multa di 20.000 euro. La pena pecuniaria non è stata cancellata con il verdetto penale.
Accuse contestate e elementi chiave del processo
- Interruzione di pubblico servizio;
- Partecipazione a manifestazione non autorizzata;
- Violazione dell’obbligo di dimora.
Il processo si è concentrato sul contrasto tra diritto di protesta e tutela dei beni culturali. La Corte ha valutato che non vi fosse prova di danni materiali.
La protesta: obiettivi e messaggi degli attivisti
Secondo Ultima Generazione, l’azione faceva parte della campagna “Fondo Riparazione“. L’iniziativa chiede l’istituzione di un fondo da 20 miliardi di euro. Lo scopo è risarcire vittime di eventi climatici estremi, come alluvioni e siccità.
Gli attivisti hanno dichiarato di aver scelto un gesto visibile per attirare l’attenzione sulle conseguenze della crisi climatica. Hanno ammesso di aver violato misure cautelari pur di continuare la protesta.
Contesto giudiziario e precedenti delle azioni
Ultima Generazione ha sottolineato che questa assoluzione si aggiunge a una lunga serie di verdetti favorevoli alle sue azioni. L’organizzazione parla di decine di proscioglimenti ottenuti nel tempo per proteste analoghe.
- Difesa legale coordinata;
- Impatto mediatico elevato;
- Tensioni continue tra attivisti e istituzioni culturali.
Impatto sulla tutela del patrimonio e sulle politiche climatiche
Il caso riapre il confronto su come bilanciare il diritto di manifestare con la necessità di proteggere capolavori artistici. Le istituzioni museali richiedono misure rigide per evitare che la visibilità di una protesta danneggi le opere.
Allo stesso tempo, i movimenti climatici chiedono strumenti economici concreti per fronteggiare i danni causati da eventi estremi.












