Consumatori Usa fanno causa a produttore di pomodori falso italiano: accusa di frode

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Un gruppo di consumatori statunitensi ha avviato una causa che riaccende il dibattito sull’«Italian Sounding» e sulla protezione dei prodotti tipici. Al centro della controversia ci sono barattoli etichettati come San Marzano, venduti da un’azienda americana che importa e distribuisce specialità italiane negli Stati Uniti.

Denuncia collettiva: cosa chiedono i consumatori

Secondo la class action, l’azienda avrebbe promosso confezioni come contenenti pomodori San Marzano, tipo legato a una denominazione protetta in Europa. I querelanti sostengono che tali prodotti non recano la certificazione DOP prevista per il vero San Marzano.

  • I consumatori dicono di essersi sentiti ingannati dall’etichettatura.
  • La richiesta di risarcimento collettivo supera i $25 milioni.
  • L’azione punta a tutelare chi acquista riponendo fiducia nel nome sulla confezione.

Profilo dell’azienda coinvolta e diffusione del marchio

Si tratta di Cento Fine Foods, società statunitense con sede nel New Jersey. Fondata negli anni ’50, l’azienda ha costruito la sua immagine sul commercio di prodotti italiani negli Stati Uniti.

Come opera Cento

  • Importa e distribuisce oltre mille referenze a marchio proprio.
  • È presente nelle principali catene di supermercati di tutti i 50 stati.
  • Ha una storia familiare lunga e una clientela che associa il brand al Made in Italy.

Le regole DOP in Europa e la realtà americana

In Europa il termine San Marzano è tutelato da un disciplinare DOP che stabilisce luogo di produzione e metodi. Negli Stati Uniti, però, i sistemi di tutela delle denominazioni geografiche funzionano in modo diverso.

  • La DOP ha valore legale vincolante nell’UE.
  • Negli USA le indicazioni di origine possono essere meno rigide.
  • Questo divario normativo complica i casi transnazionali sull’etichettatura.

Argomentazioni legali: le tesi a confronto

I legali dei consumatori sostengono che i prodotti Cento inducono in errore. L’etichetta, dicono, sfrutta la reputazione del nome senza l’autenticità richiesta dalla DOP.

La posizione dell’azienda

La società respinge le accuse come «totalmente infondate». Cento ricorda di aver già ottenuto l’archiviazione in una causa simile a New York.

  • Il giudice federale aveva considerato il consumatore medio poco propenso a distinguere certificazioni tecniche.
  • Cento afferma che i pomodori provengono dalla Campania.
  • Dice di sottoporre la filiera a severi controlli di qualità.

Perché il caso interessa il Made in Italy e il mercato globale

La vicenda tocca temi più ampi del singolo barattolo. Da un lato mette in luce la diffusione dell’Italian Sounding.

  • Il fenomeno replica nomi e immagini per attirare consumatori esteri.
  • Spesso non si tratta di contraffazione totale, ma di usi commerciali che sfruttano la reputazione italiana.
  • Per l’Italia, la sfida è far comprendere al consumatore internazionale il valore delle certificazioni.

Scenari possibili e impatto sul consumatore

Se la causa proseguirà, il procedimento potrebbe definire confini sull’uso di denominazioni geografiche fuori dall’UE. Le possibili ricadute:

  1. Maggiore attenzione alle etichette da parte dei consumatori americani.
  2. Pressione sulle aziende per chiarire l’origine reale dei prodotti.
  3. Spinte per accordi internazionali che riconoscano meglio le DOP all’estero.

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