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- Un restauro pensato per la didattica e la sostenibilità
- Tutela del patrimonio e scelte architettoniche
- Impianti moderni per un campus più efficiente
- Integrazione con il sistema energetico di campus
- Controllo intelligente: il ruolo del Building Management System
- Geotermia: basso impatto e rendimento costante
- Benefici per comfort e qualità interna
- La chiesa delle Terese e i progetti culturali futuri
- Un passato che diventa risorsa per il presente
- Attori e valore strategico dell’intervento
A Venezia prende nuova forma un edificio storico: l’ex Convento di Santa Teresa è stato riaperto dopo un restauro che unisce tutela architettonica e tecnologie verdi. L’intervento reinventa gli spazi per la didattica e la ricerca, integrandoli nel campus dello Iuav e puntando sulla riduzione delle emissioni.
Un restauro pensato per la didattica e la sostenibilità
Il complesso delle Terese, ora parte integrante del sistema universitario, è stato trasformato in una struttura moderna senza perdere la sua identità storica. Il progetto, promosso dall’Università Iuav, con il coinvolgimento di istituzioni locali e partner tecnici, vuole essere un modello di riuso sostenibile a Venezia.
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- Superficie totale: 9.071 m².
- Spazi recuperati: 75 studioli per 184 docenti.
- Aule e postazioni: 8 aule laboratoriali e 100 postazioni per studenti.
Tutela del patrimonio e scelte architettoniche
Gli interventi conservativi hanno privilegiato materiali e letture storiche dell’edificio. L’approccio ha rispettato le stratificazioni costruttive e le finiture originali.
Le opere hanno interessato chiostri, logge e superfici decorative, con attenzione a stabilità strutturale e compatibilità delle nuove tecnologie.
Impianti moderni per un campus più efficiente
Sistemi di climatizzazione e illuminazione
Il progetto ha previsto il rinnovo completo degli impianti elettrici. L’illuminazione è stata aggiornata con apparecchi LED ad alta efficienza.
Pompe di calore e rete energetica condivisa
- Installazione di pompe di calore ad alta efficienza.
- Realizzazione di un campo geotermico a circuito chiuso.
- Sviluppo di una rete di teleraffreddamento affiancata al teleriscaldamento esistente.
Queste soluzioni permettono la fornitura contemporanea di energia termica e frigorifera, migliorando flessibilità e consumi.
Integrazione con il sistema energetico di campus
L’ex Convento è collegato energeticamente ad altri poli universitari, come il Cotonificio e i Magazzini. Questa strategia consente una gestione coordinata delle risorse.
- Ottimizzazione dei carichi di picco.
- Riduzione delle emissioni di CO2.
- Minori costi operativi a lungo termine.
Controllo intelligente: il ruolo del Building Management System
Al centro della gestione è il Building Management System. Il BMS monitora consumi e prestazioni in tempo reale.
- Regolazione automatica dei parametri ambientali.
- Analisi dati per interventi predittivi.
- Interfaccia centralizzata per manutenzione e ottimizzazione.
Geotermia: basso impatto e rendimento costante
Il campo geotermico sfrutta l’energia del sottosuolo per riscaldare e raffrescare gli ambienti.
Funziona a circuito chiuso, senza combustione locale, con bassissime emissioni e ridotto impatto acustico. La scelta supporta la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Benefici per comfort e qualità interna
Le tecnologie introdotte migliorano il comfort termo-igrometrico e la qualità dell’aria interna. Gli ambienti didattici sono stati riprogettati per favorire concentrazione e ricerca.
- Migliore controllo umidità e temperatura.
- Illuminazione più efficiente e meno abbagliamento.
- Maggiore affidabilità degli impianti durante l’anno accademico.
La chiesa delle Terese e i progetti culturali futuri
Il recupero coinvolge anche la chiesa annessa. È stata avviata una collaborazione tra Comune, Iuav, Fondazione e Diocesi per destinare la chiesa a iniziative accademiche e culturali.
L’obiettivo è creare percorsi dedicati a temi quali pace, ricostruzione e rigenerazione dei territori colpiti da conflitti.
Un passato che diventa risorsa per il presente
Costruito nella seconda metà del Seicento nel sestiere di Dorsoduro, il convento progettato da Andrea Cominelli conservava ancora elementi barocchi della chiesa, consacrata nel 1688.
Dopo la soppressione del monastero nel 1810, gli spazi furono adattati a diverse funzioni sociali. Negli ultimi decenni l’edificio aveva già ospitato attività dello Iuav e adesso si prepara a una nuova fase di utilizzo accademico.
Attori e valore strategico dell’intervento
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti accademici e istituzionali. Il progetto è visto come un esempio replicabile di conservazione funzionale e transizione energetica in contesti storici.
La sfida resta coniugare protezione del patrimonio e innovazione tecnica per rispondere alle esigenze del futuro.












