Casa del fascio rinasce a Lentini: diventa casa del fascino e centro culturale

Mostra sommario Nascondi sommario

Nel cuore di Lentini una struttura storica chiusa da decenni si prepara a riaprire con un nuovo volto. L’ex Casa del Fascio, affacciata su Piazza Duomo, è stata assegnata alla cooperativa Badia Lost & Found e prenderà vita come Caserma Creativa / Fàscino, un hub pensato per giovani, arti e innovazione sociale.

Una concessione a lungo termine per ridare vita a un bene pubblico

Il progetto si regge su una concessione demaniale pluridecennale. Si parla di un accordo della durata di cinquant’anni, ancora in fase di definizione operativa. La formula scelta favorisce la collaborazione tra istituzioni e soggetti privati.

  • Coinvolgimento dell’Agenzia del Demanio.
  • Dialogo con la Soprintendenza ai Beni Culturali.
  • Partenariati con il mondo accademico e media locali.

Storia e metamorfosi dell’edificio nel centro storico

L’immobile porta tracce di trasformazioni complesse: la soppressione del convento di San Domenico, il crollo della chiesa agli inizi del Novecento e le successive riorganizzazioni funzionali. Queste stratificazioni hanno lasciato un segno profondo sull’identità urbana.

L’intervento progettuale punta a rispettare le preesistenze storiche. Allo stesso tempo, mira a restituire spazi fruibili e modulari. L’obiettivo è superare l’idea dell’edificio come mero contenitore.

Un centro culturale giovanile: funzioni e attività previste

La nuova Caserma Creativa vuole essere piattaforma aperta e flessibile. I percorsi progettati favoriscono creatività, formazione e impresa culturale.

Attività principali

  • laboratori artistici e spazi espositivi;
  • formazione professionale e workshop;
  • co-working per start-up culturali;
  • eventi pubblici e rassegne site-specific.

Lo spazio sarà pensato per accogliere pratiche multidisciplinari e nuove forme di produzione culturale.

Partecipazione e rigenerazione urbana

Il percorso è concepito come processo partecipato. Incontri pubblici hanno già messo attorno al tavolo cittadini, imprese e istituzioni. La condivisione delle scelte è vista come elemento centrale.

  • Coinvolgimento della comunità locale nella programmazione;
  • Coinvolgimento del tessuto imprenditoriale per sostenere iniziative locali;
  • Accessibilità e inclusione come linee guida del progetto.

Accademia, esperti e contributi tecnici

Il progetto ha beneficiato di contributi scientifici e di marketing territoriale. Le riflessioni dell’Università Kore di Enna hanno aiutato a definire strategie di valorizzazione sostenibile.

  • Prof. Claudio Gambino: indicazioni su modelli di valorizzazione;
  • Sonia Caterina Giaccone e Emanuela Presciani: supporto su marketing culturale e sistemi competitivi;
  • Esperti nazionali e studiosi coinvolti nel dibattito pubblico.

Partner, comunicazione e visibilità

Accanto alla cooperativa, si è concretizzata una rete di partner per la comunicazione e la promozione. La collaborazione con Video Mediterraneo punta a dare visibilità alle attività e a raccontare la rigenerazione territoriale.

Il progetto è pensato per inserirsi anche nel calendario di eventi locali. Tra gli obiettivi c’è sfruttare occasioni come Sant’Alfio 2026 per amplificare il racconto e attrarre visitatori.

Impatto atteso sul tessuto urbano ed economico

La riapertura dell’ex Casa del Fascio è vista come leva per la rivitalizzazione del centro storico. L’intervento intende stimolare nuove economie e rafforzare il senso di comunità.

  • Rilancio delle attività commerciali di vicinato;
  • Creazione di percorsi formativi per giovani;
  • Generazione di un polo culturale attrattivo per residenti e turisti.

Giornata pubblica e passi operativi recenti

Una giornata di confronto, svoltasi il 10 aprile, ha messo a fuoco modalità gestionali e livelli di collaborazione. All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali e tecnici.

Si è trattato di un momento utile per tradurre visione progettuale in azioni concrete. Le discussioni hanno riguardato tempistiche, esigenze di tutela e sinergie possibili tra attori locali.

Badia Lost & Found: un modello di gestione innovativa

La cooperativa si propone come soggetto in grado di reinterpretare il patrimonio pubblico. Il modello punta su reti pubbliche-private e su pratiche replicabili in altri contesti.

  • Gestione partecipata dei servizi culturali;
  • Programmazione a lungo termine per garantire sostenibilità;
  • Creazione di un ecosistema in cui cultura, formazione e impresa si intrecciano.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Italianos de Argentina è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento