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- Il cuore del progetto: le 24 tele e la Galleria dei Medici
- Perché intervenire ora: problemi conservativi e visivi
- Le indagini che hanno preceduto il restauro
- Organizzazione operativa: bandi, équipe e supervisione
- Finanziamenti e partner del restauro
- Obiettivi del restauro: conservazione, estetica e ricerca
- Storia del ciclo e valore culturale
- Passi precedenti e interventi storici
- Impatto sulle visite e accesso pubblico
- Figure chiave e team scientifico
- Documentazione scientifica e opportunità di ricerca
- La sfida tecnica: uniformità e coerenza visiva
Al Louvre prende il via un restauro di portata straordinaria: per quattro anni, i restauratori lavoreranno direttamente nella Galleria dei Medici sulle 24 tele monumentali di Peter Paul Rubens dedicate a Maria de’ Medici. Un progetto che unisce ricerca scientifica, impegno conservativo e sensibilità museale per restituire al pubblico uno dei cicli più celebri della collezione.
Il cuore del progetto: le 24 tele e la Galleria dei Medici
Il nucleo dell’intervento riguarda il celebre Ciclo di Maria de’ Medici, composto da ventiquattro grandi tele di Peter Paul Rubens. L’insieme occupa una superficie pittorica di circa 293 metri quadrati. Per poter operare in condizioni ottimali, la sala 801 dell’ala Richelieu verrà trasformata in un vero e proprio laboratorio di restauro in loco.
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- Dimensione del ciclo: circa 293 m².
- Luogo dei lavori: sala 801, ala Richelieu del Louvre.
- Durata prevista: quattro anni.
Perché intervenire ora: problemi conservativi e visivi
Valutazioni e studi hanno evidenziato criticità che rendono necessario un restauro completo. Tra i problemi principali si segnalano lo ingiallimento delle vernici e il distacco della pellicola pittorica su alcune tele. Anche i supporti mostrano segni di degrado.
- Vernici ossidate che alterano i colori originali.
- Distacchi e microfessure dello strato pittorico.
- Interventi passati visibili e disomogenei.
- Supporti foderati o trasferiti nel corso dei secoli.
Le indagini che hanno preceduto il restauro
La decisione è il frutto di anni di ricerche. Nel 2016 il Dipartimento di Pittura segnalò lo stato critico delle tele. Studi preliminari nel 2020 e una campagna dettagliata nel 2023 hanno portato a una documentazione completa.
Strumenti e tecniche utilizzati
- Imaging in luce radente e diretta.
- Ultravioletti e infrarosso per rivelare disegni preparatori.
- Radiografie per leggere la struttura dei supporti.
- Analisi dei pigmenti per ricostruire la tavolozza originale.
Queste indagini hanno permesso di ricostruire modifiche compositive e interventi precedenti. La documentazione scientifica sarà uno strumento fondamentale per guidare le scelte di conservazione.
Organizzazione operativa: bandi, équipe e supervisione
Il bando di gara è stato pubblicato il 23 febbraio 2026 con il sostegno del Centro francese di ricerca e restauro dei musei (C2RMF). L’incarico verrà affidato a due équipe di restauratori.
- Assegnazione prevista: giugno 2026.
- Avvio dei lavori: ottobre 2026.
- Supervisione: comitato scientifico internazionale.
La direzione scientifica del progetto è affidata a Sébastien Allard. La supervisione delle collezioni coinvolte è curata da Blaise Ducos e Oriane Lavit.
Finanziamenti e partner del restauro
Il progetto è reso possibile da risorse pubbliche e private. Un contributo decisivo proviene dalla Società degli Amici del Louvre, che ha stanziato quattro milioni di euro. Il C2RMF fornisce supporto tecnico e metodologico.
Obiettivi del restauro: conservazione, estetica e ricerca
L’intervento non sarà solo conservativo. Gli obiettivi sono molteplici e sinergici. Si punta a stabilizzare le tele sul piano strutturale. Si lavorerà anche per restituire la lettura cromatica originale delle opere.
- Pulitura e rimozione di vernici deteriorate.
- Consolidamento degli strati pittorici e dei supporti.
- Reintegrazione cromatica delle lacune.
- Documentazione dettagliata di tutte le fasi.
Mantenere coerenza estetica tra le 24 tele è una sfida chiave. Il ciclo è concepito come un’unità narrativa e visiva. Gli interventi dovranno rispettare questa unità.
Storia del ciclo e valore culturale
Commissionato tra il 1622 e il 1625, il ciclo fu realizzato nelle Fiandre e poi trasferito a Parigi. Le tele decoravano una galleria del Palais du Luxembourg, voluto da Maria de’ Medici. L’opera è considerata il capolavoro di Rubens e una delle imprese artistiche più ambiziose del Seicento.
- Committente: Maria de’ Medici, regina di Francia.
- Periodo di esecuzione: 1622-1625.
- Luogo originario: Palais du Luxembourg.
Il ciclo combina ritrattistica di corte, allegoria politica e immagini eroiche. Nel tempo ha influenzato numerosi artisti. La sua conservazione è cruciale per la storia dell’arte europea.
Passi precedenti e interventi storici
Nel corso dei secoli le tele sono state oggetto di molteplici interventi, spesso legati a spostamenti o a riallestimenti. Tutti i dipinti sono oggi foderati o trasferiti su nuovi supporti. L’ultimo trattamento radicale risale agli anni 1950-1951.
Il restauro attuale rappresenta il primo intervento di tale ampiezza dopo circa 75 anni. Per arrivare al bando pubblicato nel 2026 sono serviti circa dieci anni di studi e preparazione.
Impatto sulle visite e accesso pubblico
Durante i lavori la Galleria dei Medici resterà chiusa al pubblico. Lo spazio sarà attrezzato come laboratorio e ogni fase sarà documentata. Le operazioni di restauro saranno eseguite davanti agli occhi degli esperti, ma non saranno fruibili come esposizione pubblica.
- Galleria chiusa per tutta la durata del restauro.
- Allestimento di uno spazio-laboratorio altamente specializzato.
- Documentazione fotografica e scientifica di tutte le fasi.
Figure chiave e team scientifico
Tra i nomi già coinvolti negli studi preliminari figurano Luc Hurter, coordinatore del gruppo di restauratori del 2020, e Thierry Radelet, responsabile della campagna di documentazione del 2023. La supervisione generale del progetto coinvolgerà esperti internazionali.
- Coordinamento studi 2020: Luc Hurter.
- Campagna documentaria 2023: Thierry Radelet.
- Direzione progetto: Sébastien Allard.
Documentazione scientifica e opportunità di ricerca
Le analisi già condotte hanno fornito immagini in diverse lunghezze d’onda, radiografie e dati sui pigmenti. Questo materiale consente di ripercorrere tecniche e fasi esecutive. Il restauro sarà anche un’occasione per nuovi studi sulla bottega di Rubens.
- Imaging UV e infrarosso per leggere strati nascosti.
- Radiografie per indagare la struttura dei supporti.
- Analisi chimiche per identificare i materiali originali.
La sfida tecnica: uniformità e coerenza visiva
Una questione centrale è garantire che gli interventi su ogni tela risultino omogenei nell’insieme. Il ciclo è pensato come un percorso narrativo. Pertanto è fondamentale che colori e reintegrazioni dialoghino tra loro.
- Coordinamento tra le due équipe di restauro.
- Linee guida condivise per la reintegrazione cromatica.
- Monitoraggio continuo della stabilità strutturale.












