Euro 2032 a rischio: Italia senza stadio, Figc preme sul governo

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Il conto alla rovescia per Euro 2032 è già cominciato e l’Italia deve correre per aggiornare gli stadi. La competizione sarà organizzata con la Turchia e servono almeno cinque impianti conformi agli standard Uefa. Al momento però solo un campo sembra davvero salvaguardato: l’Allianz Stadium.

Perché serve un’accelerazione sugli impianti sportivi

La pressione aumenta. L’Uefa ha segnalato carenze infrastrutturali e chi vigila sul calcio internazionale è stato netto nel giudizio. Se non arrivano miglioramenti, il rischio è perdere partite dell’Europeo. Il commissario straordinario nominato dovrà muoversi in fretta per evitare imbarazzi sul piano internazionale.

La situazione italiana è confrontata con la rapida modernizzazione avvenuta in altri Paesi. La Turchia, partner dell’evento, ha investito molto negli ultimi anni.

Le richieste economiche della Federazione

La Figc ha avanzato proposte strutturate per reperire risorse e stimolare investimenti privati. Le principali idee riguardano:

  • una quota sulle scommesse sportive destinata al calcio;
  • misure fiscali a incentivo per i progetti sugli impianti;
  • strumenti finanziari per trasformare gli stadi in asset sostenibili.

Numeri e strumenti proposti

Secondo la Federazione, la percentuale sulle giocate poteva generare cifre significative. Si parla di risorse stimate tra i 150 e i 200 milioni a stagione. Un fondo dedicato avrebbe finanziato giovanili, centri sportivi e stadi, riducendo il carico sulle società sportive.

Tra le ipotesi anche sgravi fiscali come tax credit e un fondo di private equity per limitare la necessità di garanzie bancarie alle società.

Dal governo è arrivata la promessa di un primo stanziamento: un fondo pubblicizzato da 100 milioni. Fonti ministeriali indicano che la somma è già stata messa a bilancio come prima tranche e che i regolamenti operativi saranno pubblicati a breve.

Il blocco normativo e amministrativo che frena i cantieri

Nel marzo 2025 una commissione parlamentare aveva raccolto le istanze del calcio e suggerito una riforma per sbloccare progetti. Molte proposte restano però inattuate.

Tra gli ostacoli principali ci sono la complessità delle procedure e la lentezza delle autorizzazioni. Si chiede da tempo semplificazione normativa per favorire investimenti pubblici e privati.

La Turchia come esempio di rinnovamento rapido

Negli ultimi quindici anni la Turchia ha costruito o rinnovato numerosi stadi. L’elenco di impianti recenti mostra il passo sostenuto del Paese:

  • Vodafone Park, Istanbul (Besiktas) – inaugurato nel 2016;
  • Kadir Has, Kayseri – pronto dal 2009;
  • Ali Sami Yen, Istanbul (Galatasaray) – moderno dal 2011;
  • Şenol Güneş, Trabzon – ristrutturato nel 2016;
  • Konya Metropolitan Stadium – aperto nel 2014;
  • Timsah Arena, Bursa – operativo dal 2015;
  • Kalyon Stadium, Gaziantep – dal 2017;
  • Gürsel Aksel Stadyumu, Izmir – inaugurato nel 2020;
  • Yeni Hatay Stadyumu, Antiochia – completato nel 2021.

Per Euro 2032 la Turchia prevede altri interventi tra nuove costruzioni e ammodernamenti di impianti storici.

Lo stato dei progetti in Italia: città in attesa di cantieri

Molte realtà locali non hanno ancora avviato lavori significativi. Le principali città coinvolte registrano ritardi e incertezze.

  • Bari;
  • Bologna;
  • Cagliari – con recente accelerazione sui progetti;
  • Firenze;
  • Genova;
  • Milano – il nuovo San Siro rischia rallentamenti per un’inchiesta giudiziaria;
  • Napoli;
  • Palermo;
  • Roma – ha avuto spinta sui progetti ma resta molto da fare;
  • Verona.

Le amministrazioni locali devono dimostrare progressi concreti. Entro luglio i Comuni sono chiamati a inviare alla Figc la documentazione sullo stato di avanzamento.

La Federazione darà indicazioni alla Uefa in settembre sulle città candidate ad ospitare partite. Il cronoprogramma prevede l’avvio dei cantieri entro marzo 2027.

Il ruolo del commissario straordinario e le prossime tappe

Al commissario nominato spetta il compito politico e operativo di coordinare interventi e accelerare procedure. Servono intese chiare tra istituzioni e club.

Le scadenze sul tavolo sono stringenti e il tempo per trasformare progetti in cantieri concreti è limitato. Se non si corre, il calendario rischia di saltare.

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