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- Il crollo filmato: il racconto dell’occhio che ha visto per primo
- Da dove veniva Torre Mattarelle: un baluardo del XVI secolo
- Come funzionavano le torri costiere: ruolo e tecnologia di difesa
- Fattori del collasso: morfologia del terreno e avanzata del mare
- Reazioni e interrogativi sulla tutela dei beni
- Quel che resta: memoria, foto e la necessità di documentare
- Misure possibili per proteggere le torri rimanenti
- Impatto culturale ed economico sulla comunità
- Documentare per non dimenticare
A poche decine di metri dalla linea di costa, a sud di Brindisi, la storica Torre Mattarelle non esiste più: lo scheletro che per secoli aveva vegliato sul mare è stato travolto dall’avanzare della costa. La scomparsa richiama l’attenzione sul rischio che corrono i beni storici litoranei e riapre il dibattito sulla tutela del patrimonio culturale nel Sud Italia.
Il crollo filmato: il racconto dell’occhio che ha visto per primo
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Il primo documento visivo della rovina è un video pubblicato su Facebook dal fotografo Raffaele Capone, noto come Il Falco della Puglia. Nel filmato si vede la torre ormai ceduta al mare e agli scogli.
Capone non si limita a mostrare le immagini. Con voce critica solleva interrogativi sul valore che le istituzioni attribuiscono alla conservazione di monumenti minori ma significativi. In particolare mette in luce come l’erosione costiera abbia agito senza che vi fossero interventi efficaci.
Da dove veniva Torre Mattarelle: un baluardo del XVI secolo
Torre Mattarelle risaliva al XVI secolo ed era l’ultima testimonianza visibile di una rete difensiva costiera progettata per il Regno di Napoli.
- Era collocata nel Parco naturale regionale delle Saline di Punta della Contessa.
- Faceva parte di un sistema di torri per l’avvistamento e la comunicazione.
- Rappresentava un capitolo della storia militare e civile delle coste adriatiche.
Come funzionavano le torri costiere: ruolo e tecnologia di difesa
Le torri del Regno di Napoli non erano solo simboli architettonici. Avevano una funzione pratica e coordinata.

- Avvistamento: controllo del mare e delle rotte.
- Comunicazione: segnali luminosi o di fumo per allertare le postazioni vicine.
- Difesa: presidio contro incursioni saracene e corsare.
Dalla sommità si cercava di mantenere il contatto visivo con le torri adiacenti. Questo meccanismo consentiva allarme rapido e risposta collettiva.
Fattori del collasso: morfologia del terreno e avanzata del mare
Gli esperti e i testimoni indicano due cause principali del cedimento.

- Erosione costiera: il progressivo arretramento della linea di riva ha eroso le fondazioni.
- Caratteristiche morfologiche locali: terreni sabbiosi e instabili che facilitano il collasso.
Spesso il degrado si somma all’abbandono: strutture già fragili vengono lasciate senza manutenzione.
Reazioni e interrogativi sulla tutela dei beni
Il crollo ha riacceso la discussione pubblica. In molti chiedono perché sia così difficoltoso ottenere interventi preventivi.
- Domande su responsabilità e priorità delle amministrazioni locali.
- Richieste di piani di monitoraggio sistematico per i manufatti costieri.
- Proposte per inserire siti a rischio in programmi di tutela e recupero.
Molti cittadini lamentano una scarsa attenzione verso le testimonianze storiche minori, pur importanti per l’identità locale.
Quel che resta: memoria, foto e la necessità di documentare
Con la caduta della torre rimangono registrazioni fotografiche e video. Questi materiali diventano ora l’unica traccia diretta della struttura.
La perdita evidenzia due esigenze concrete:
- Conservare archivi fotografici e filmati come patrimonio documentale.
- Implementare piani di sorveglianza per monitorare i beni esposti all’azione del mare.
Misure possibili per proteggere le torri rimanenti
Per evitare altre perdite sono ipotizzabili interventi mirati e sostenibili.
- Monitoraggio geologico e idrodinamico delle coste.
- Interventi di contenimento dell’erosione dove compatibili con l’ambiente.
- Catalogazione e censimento delle strutture storiche vulnerabili.
- Coinvolgimento di comunità locali e fotografi per segnalare anomalie.
Impatto culturale ed economico sulla comunità
La scomparsa di Torre Mattarelle non è solo un fatto architettonico. È una perdita per il racconto storico del territorio.
Il patrimonio costiero contribuisce al turismo e all’identità culturale. La sua erosione può avere conseguenze anche sull’economia locale.
Documentare per non dimenticare
Le immagini, i video e le testimonianze raccolte ora saranno fondamentali per ricostruire la memoria della torre.
Chi ha visitato il sito o possiede materiale iconografico è invitato a condividerlo con archivi e istituzioni competenti. Questo aiuta a conservare la conoscenza anche quando l’oggetto fisico non c’è più.












