Signorini lascia Chi: attacca Corona definendolo uno squallido sottoscala di menzogne

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Alfonso Signorini annuncia la fine di un capitolo lungo tre decenni alla guida del settimanale Chi, una scelta che arriva dopo un lungo percorso di riflessione e che segna la sua uscita definitiva dall’universo Mondadori.

Il comunicato che cambia la redazione

Con un editoriale pubblicato sul numero in edicola il 4 marzo, Signorini conferma che lascia anche la direzione editoriale della testata.

Già tre anni fa aveva trasferito il ruolo di direttore responsabile al suo collaboratore storico, Massimo Borgnis. Ora chiude definitivamente anche quella fase. La decisione è stata comunicata in modo chiaro e pacato, senza annunci clamorosi.

I motivi personali dietro l’addio

Il giornalista racconta che la scelta nasce da una lunga introspezione, iniziata durante il periodo della pandemia. Ha spiegato di aver avvertito un progressivo cambiamento delle priorità.

  • Il lavoro ha perso la centralità che aveva avuto per anni.
  • Si è manifestata una stanchezza interiore che ha reso difficili anche i gesti più spontanei.
  • Questi sentimenti hanno portato alla decisione di voltare pagina dopo trenta anni.

Signorini sottolinea che la riflessione è personale e maturata con il tempo. Non si tratta di una reazione improvvisa.

Rapporti umani e professionali che restano

Nell’editoriale non mancano parole di riconoscenza verso colleghi e figure chiave che hanno accompagnato la sua carriera.

  • Marina Berlusconi: definita un’amica fraterna e una figura di riferimento per il suo equilibrio e lungimiranza.
  • Silvana Giacobini: citata tra i direttori che hanno segnato il suo percorso.
  • Carlo Rossella e Pietro Calabrese: indicati come fari della sua crescita professionale.

Signorini assicura che i rapporti personali non si interromperanno: telefonate e incontri proseguiranno fuori dall’ambito lavorativo.

Le parole sul caso Corona e le precisazioni

Il direttore lascia intendere che la scelta non è collegata alle recenti accuse mosse da Fabrizio Corona. Tuttavia, dedica all’argomento alcuni passaggi netti e pungenti.

Richiama l’attenzione sul fatto che lo spettacolo del mondo giornalistico convive con episodi di bassezza morale. Parla di un “sottoscala” fatto di menzogne, cattiverie e silenzi compiacenti.

Pur evitando di entrare nei dettagli, Signorini annuncia la sua intenzione di continuare a tutelare la propria immagine in sede giudiziaria e promette aggiornamenti futuri. Intendo proseguire la battaglia giudiziaria, scrive, ribadendo la volontà di chiarire questioni private davanti alla legge.

Una scelta di riservatezza e di tempi

Il giornalista afferma di non voler trasformare ogni aspetto personale in notizia. Preferisce la discrezione e ritiene che alcune controversie vadano affrontate nelle sedi opportune.

L’impronta lasciata su Chi e il passaggio al futuro

In trent’anni Signorini ha contribuito in modo decisivo a definire l’identità del settimanale. Il suo stile, i temi scelti e il modo di raccontare il mondo dello spettacolo sono parte della memoria della rivista.

  • Ha introdotto formule e rubriche che hanno segnato il gusto del pubblico.
  • Ha costruito relazioni con protagonisti del mondo politico e mediatico.
  • Ha lasciato una redazione pronta a proseguire sotto nuove guide.

La testata rimarrà sotto l’ombrello di Mondadori, con un team che già da tempo condivide responsabilità e scelte editoriali.

Chi prende le redini e cosa cambierà

Massimo Borgnis, già operativo nel ruolo di direttore responsabile, continuerà a guidare la testata. La transizione è stata anticipata e organizzata per assicurare continuità.

Il cambiamento punta a consolidare quanto costruito. Nel contempo, lascia spazio a rinnovamenti e a nuove energie editoriali.

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