Alfonso Signorini lascia il settimanale Chi: promette il ritorno e nuove pagine da scrivere

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Alfonso Signorini ha annunciato la sua uscita definitiva dal settimanale Chi con un editoriale che ricostruisce la scelta e getta uno sguardo critico su certa cronaca. Le sue parole mescolano spiegazioni personali, ringraziamenti e un richiamo ai motivi che lo hanno spinto a voltare pagina.

La decisione: cosa cambia nella guida del settimanale

Tre anni fa Signorini aveva già trasferito la responsabilità editoriale a Massimo Borgnis. Ora la separazione si estende anche alla direzione editoriale del settimanale.

  • Ha formalizzato l’addio tramite un lungo pezzo scritto per il numero in edicola.
  • Il giornalista sottolinea che la scelta non nasce da eventi recenti.
  • Parla invece di una necessità personale di rinnovamento e di “voltare pagina”.

Le parole sull’editoriale e il riferimento a Fabrizio Corona

Nell’articolo Signorini non evita commenti netti su chi strumentalizza la cronaca. Pur senza entrare nei dettagli processuali, rivolge un’accusa morale a chi alimenta calunnie.

Ha descritto due mondi: uno ricco di storie da raccontare e uno «sottoscala» di rancore e menzogne. In quel passaggio ha chiaramente preso di mira Fabrizio Corona e comportamenti simili.

“Uno squallido sottoscala” è la definizione che ha scelto per indicare chi vive ai margini e si nutre di cattiverie. Secondo lui questo atteggiamento è tanto dannoso quanto il reato stesso.

Le accuse e il senso del rimprovero

Signorini non usa toni processuali. Preferisce una condanna morale.

  • Parla di chi osserva e sorride davanti a calunnie.
  • Denuncia il silenzio complice come forma di colpa.
  • Avverte che il mondo dello spettacolo contiene anche realtà lodevoli da raccontare.

Ringraziamenti e le persone citate

Nel testo il direttore uscente rivolge parole di gratitudine.

  • Saluta i collaboratori più stretti.
  • Ringrazia in modo esplicito Marina Berlusconi.
  • Menziona anche Silvio, a cui dedica riconoscenza.

Un saluto aperto al futuro

La chiusura dell’editoriale non ha toni di resa definitiva. Signorini parla di nuove opportunità che la vita offrirà e lascia uno spiraglio per possibili ritorni.

Il suo commiato è allo stesso tempo personale e fiducioso. Rivolge un saluto ai lettori che non chiude la porta a nuove stagioni professionali.

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