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La Russia ha bloccato WhatsApp e altre app di Meta, in un nuovo capitolo dello scontro sulla libertà delle comunicazioni digitali. Meta accusa il governo di voler forzare gli utenti verso un’app controllata dallo Stato. Scaviamo nelle ragioni, negli effetti sui cittadini e nelle mosse parallele su Telegram e sulla nuova app «Max».
Perché il Cremlino ha deciso il blocco delle app di Meta
Le autorità russe sostengono che WhatsApp e le piattaforme di Meta non rispettino le regole nazionali.
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Secondo il portavoce del governo, la riluttanza delle aziende a memorizzare i dati localmente e a collaborare con le autorità ha reso inevitabile la misura.
Il Roskomnadzor accusa inoltre le app di essere strumenti per organizzare reati e atti estremisti.
Da parte di Meta la replica è netta: il blocco mira a spingere 100 milioni di utenti verso strumenti meno sicuri e sotto controllo statale.
Conseguenze immediate per gli utenti e per le imprese
Il divieto pesa su persone e imprese che usano WhatsApp per lavoro e contatti quotidiani.
- Comunicazioni personali e gruppi di lavoro colpiti;
- Sfide per le piccole imprese che gestiscono ordini e clienti via chat;
- Interferenze con servizi che dipendono da messaggistica istantanea;
- Aumento dell’uso di VPN e soluzioni alternative di messaggistica.
Nonostante le restrizioni avviate nel 2022, WhatsApp resta diffuso. Il blocco rischia di ampliare l’isolamento digitale dei cittadini.
Telegram sotto pressione: rallentamenti e accuse
Telegram, creata da Pavel Durov, soffre di un trattamento più sottile ma efficace: throttling e rallentamenti.
Gli utenti segnalano difficoltà a scaricare media e a usare certe funzionalità.
Le autorità affermano che Telegram non protegge adeguatamente i dati e sarebbe usata per attività illecite.
Pavel Durov respinge le accuse e sostiene che l’obiettivo sia favorire un’app statale dedicata alla sorveglianza e alla censura politica.
Max: l’app statale che il governo vuole imporre
Il progetto di Mosca punta a una piattaforma centralizzata, ispirata in parte a WeChat.
Max è già preinstallata sui telefoni venduti in Russia dal settembre 2025.
Caratteristiche principali:
- Assenza di crittografia end-to-end sui messaggi;
- Integrazione con servizi governativi e pagamenti;
- Possibilità di prenotare visite, rinnovare documenti e accedere a servizi pubblici;
- Diffuse azioni di promozione e obbligo di installazione sui nuovi dispositivi.
La strategia è chiara: trasformare Max in un’«everyday app» usata per molti servizi della vita quotidiana.
L’app ha già superato i 20 milioni di download, anche grazie all’obbligo di preinstallazione.
Cosa potrebbe succedere e quali sono le opzioni per Meta
Il governo lascia intravedere una via d’uscita. Meta potrebbe riprendere le attività conformandosi alle leggi locali.
Ma modificare le politiche di sicurezza significherebbe rinunciare a garanzie sulla privacy, secondo la stessa azienda.
Altre possibili conseguenze:
- Maggiore adozione di app nazionali e riduzione dell’accesso a servizi internazionali;
- Aumento del mercato per VPN e proxy;
- Tensioni diplomatiche su diritto alla privacy e sicurezza digitale.












