Fondi UE: l’80% destinato all’agricoltura finanzia ancora carne e latticini

Mostra sommario Nascondi sommario

Un nuovo rapporto della ONG Foodrise accende i riflettori su una contraddizione europea: le politiche agricole continuano a premiare massicciamente carne e latticini, nonostante le raccomandazioni sanitarie e gli allarmi ambientali. I numeri rivelati dallo studio disegnano uno squilibrio difficile da ignorare.

Squilibrio nei finanziamenti: i numeri che sorprendono

I dati analizzati da Foodrise mostrano disparità macroscopiche nella distribuzione dei fondi PAC. Alcuni punti chiave:

  • 580 volte più sussidi a carico della carne bovina e ovina rispetto ai legumi.
  • 240 volte più sussidi alla carne suina rispetto ai legumi.
  • I latticini hanno ricevuto circa 554 volte i finanziamenti destinati a frutta secca e semi: 16 miliardi di euro contro soli 29 milioni.
  • In totale, circa il 77% dei fondi PAC per gli agricoltori (39 miliardi su 51) favorisce carne e latticini.

Perché la PAC favorisce allevamenti e latte

Il meccanismo ufficiale alla base dello squilibrio è di natura amministrativa. I pagamenti vengono calcolati in gran parte sulla base della dimensione delle aziende.

Di conseguenza, le imprese zootecniche e lattiero-casearie, che spesso gestiscono vaste superfici per coltivare mangimi, ricevono quote maggiori. Questo include anche sussidi indiretti legati ai cereali destinati all’alimentazione animale.

Fattori che amplificano lo squilibrio

  • Calcolo dei pagamenti in funzione della superficie o del volume di produzione.
  • Presenza di filiere integrate che contano come attività agricole estese.
  • Maggiore potere di lobby delle industrie agroalimentari consolidate.

Dieta, salute pubblica e impatto ambientale

Organismi come l’OMS promuovono diete più ricche di verdure, cereali integrali e legumi. Il motivo è duplice: benefici per la salute e minore impatto ambientale.

Foodrise sottolinea che le emissioni legate alla carne bovina sono enormemente superiori a quelle dei legumi. In termini pratici, la produzione di proteina animale può generare tra le 21 e le 62 volte più gas serra per grammo rispetto alle proteine vegetali.

Le evidenze puntano inoltre a consumi europei di proteine animali superiori a quanto indicato dalle linee guida sanitarie.

Iniziative e dialoghi in corso a Bruxelles

Le analisi di Foodrise si basano sui dati 2020, i più completi disponibili al momento. Gli esperti sottolineano però che la struttura delle grandi aziende agricole è cambiata poco negli anni successivi.

Nel 2024 la Commissione ha avviato un tavolo di confronto chiamato “Strategic Dialogue on the Future of Agriculture”. L’obiettivo dichiarato è allineare politiche, catene di vendita, scienziati e gruppi ambientalisti.

  • Verificare i consumi e le raccomandazioni nutrizionali.
  • Valutare come sostenere gli agricoltori mantenendo la redditività.
  • Bilanciare sicurezza alimentare e riduzione dell’impatto ambientale.

Rischi politici e prossima fase di finanziamento UE

L’avvicinarsi delle decisioni sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 è cruciale. Secondo i portavoce di Foodrise, esiste il rischio concreto che gli stanziamenti continuino a premiare carne e latticini.

Il pericolo è che le pressioni delle lobby agroindustriali e il clima politico contribuiscano a smorzare gli impegni ambientali. Il timore degli attivisti è che le nuove risorse non spostino in modo significativo gli incentivi verso colture più sostenibili.

Martin Bowman, responsabile politiche di Foodrise, mette in guardia sulle conseguenze di scelte di bilancio che non rivedano l’allocazione dei sussidi.

Cosa potrebbe cambiare

  1. Riformare i criteri di assegnazione dei sussidi per premiare pratiche sostenibili.
  2. Incentivare la produzione di legumi, frutta secca e colture a basso impatto.
  3. Introdurre misure che rendano la transizione sostenibile remunerativa per gli agricoltori.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Italianos de Argentina è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento