Cibo d’asporto nei tuoi contenitori di casa: scopri quando potrai farlo

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Le nuove regole europee sugli imballaggi stanno per cambiare il modo in cui prendiamo cibo e bevande da asporto. Non si tratta solo di meno plastica: è un insieme di obblighi che punta al riuso, al riciclo e a una diversa routine per bar e ristoranti.

Il regolamento UE 2025/40: le novità principali sugli imballaggi

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale porta obiettivi precisi per ridurre i rifiuti e aumentare il riutilizzo. L’azione rientra nel Piano per l’economia circolare dell’UE.

  • Entrata in vigore: 11 febbraio 2025.
  • Applicazione diretta negli Stati membri: dal 12 agosto 2026, con scadenze progressive.
  • Obiettivo di riciclabilità: tutti gli imballaggi devono essere riciclabili entro il 2030.

Target di riduzione e calendario delle percentuali

L’Unione ha fissato limiti concreti sulla massa e sul volume degli imballaggi.

  1. Riduzione del 5% entro il 2030.
  2. Riduzione del 10% entro il 2035.
  3. Riduzione del 15% entro il 2040.

Queste soglie si applicano ai materiali destinati al packaging, dato che gran parte della plastica e della carta è usata proprio per l’imballaggio.

Cosa cambia per il cibo d’asporto: regole sul riempimento dei contenitori portati dal cliente

Una delle innovazioni più concrete riguarda la possibilità di portare il proprio contenitore per l’asporto.

Dal 12 febbraio 2027: diritto di ricarica

  • Dal 12/02/2027 i consumatori devono poter far riempire contenitori personali per bevande e alimenti.
  • È vietato trattare meno favorevolmente chi usa un contenitore riutilizzabile.
  • I locali devono informare i clienti con pannelli chiari e leggibili sul diritto alla ricarica.

Limiti igienici e responsabilità: cosa può rifiutare il locale

Il riuso è promosso, ma non in modo indiscriminato. Il regolamento disciplina igiene e responsabilità.

  • I gestori possono rifiutare contenitori non conformi o non igienici.
  • Il locale non è responsabile per problemi di igiene causati da contenitori forniti dal cliente.
  • Spetta all’esercente comunicare i tipi di contenitori ammessi e le norme igieniche.

Obbligo di offrire imballaggi riutilizzabili e quote minime

Oltre al riempimento dei contenitori personali, il regolamento impone offerte concrete di imballaggi riutilizzabili.

  • Dal 12 febbraio 2028 i pubblici esercizi devono anche mettere a disposizione imballaggi riutilizzabili per l’asporto.
  • Dal 2030 i distributori finali dovranno offrire almeno il 10% dei prodotti in imballaggi riutilizzabili.
  • Non si devono applicare condizioni economiche sfavorevoli a chi sceglie il riuso.

Impatto pratico per bar, ristoranti e catene

Le misure richiederanno cambiamenti organizzativi e logistici nelle attività.

  • Formazione del personale sulle procedure di ricarica e comunicazione ai clienti.
  • Indicazioni chiare sui tipi di materiali ammessi e sui controlli igienici da effettuare.
  • Gestione dei resi e dei cicli di lavaggio per gli imballaggi riutilizzabili forniti dall’esercizio.

Problemi aperti e scenari operativi

Non mancano dubbi pratici: verifiche igieniche, responsabilità legale e costi operativi sono all’ordine del giorno.

  • Come attribuire la responsabilità se un alimento si altera dopo la consegna in un contenitore non idoneo?
  • Quali standard tecnici definiranno la conformità dei contenitori portati dal cliente?
  • Come evitare discriminazioni tra chi usa packaging monouso e chi preferisce il riuso?

Comunicazione al consumatore: informazioni obbligatorie nei locali

I clienti dovranno essere avvisati in modo trasparente dei loro diritti e delle regole pratiche.

  • Pannelli informativi visibili sulle opzioni di riuso e sulle modalità di ricarica.
  • Cartellonistica sulle responsabilità igieniche dell’utilizzatore finale.
  • Sistemi di segnalazione delle tipologie di contenitori accettate.

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