Casa Bianca minaccia lo Smithsonian: taglio fondi se non si allinea a Trump

Mostra sommario Nascondi sommario

La Casa Bianca ha inviato uno stop formale allo Smithsonian: una lettera chiede documenti e revisioni entro il 13 gennaio. Se l’istituto non si allinea alle direttive sull’“identità americana”, i finanziamenti federali rischiano di essere trattenuti.

Ultimatum formale e responsabilità richieste

La missiva, datata 18 dicembre, porta le firme di due stretti collaboratori del presidente. Il destinatario è Lonnie G. Bunch III, segretario dello Smithsonian. Nella comunicazione si indica un termine preciso: il 13 gennaio 2025. La Casa Bianca avverte che i finanziamenti pubblici potrebbero essere resi disponibili solo se l’istituzione rispetta l’ordine esecutivo 14253.

Che cosa chiede l’ordine esecutivo e chi lo coordina

L’ordine firmato a marzo, intitolato “Restoring Truth and Sanity to American History”, ha affidato a figure della nuova amministrazione il compito di verificare i contenuti dei musei nazionali. A supervisionare la revisione è stato indicato il vicepresidente delegato per la materia. Le richieste estive allo Smithsonian puntavano a controlli estesi sui testi espositivi e sui materiali educativi.

Ambiti sotto osservazione

  • Testi delle mostre e pannelli informativi.
  • Contenuti digitali: siti, social e display interattivi.
  • Materiali didattici e programmi per il pubblico.
  • Processi curatoriali, linee guida e approvazioni interne.

Termini temporali imposti

Nella richiesta estiva lo Smithsonian aveva 75 giorni per consegnare documentazione completa. Successivamente, altri 120 giorni erano stati indicati per apportare eventuali modifiche ai contenuti. Le correzioni dovevano mirare a rimuovere linguaggi definiti “divisivi” e a sostituirli con testi considerati più unificanti e in linea con i valori nazionali.

Cosa manca secondo la Casa Bianca

Secondo il memorandum allegato alla lettera di dicembre, la documentazione finora ricevuta è incompleta. La Casa Bianca segnala la ricezione parziale di materiali il 18 settembre, ma lamenta la mancanza di consegne successive. Tra gli elementi indicati come assenti vi sono:

  • Testi espositivi attuali e didascalie delle mostre in corso.
  • Cataloghi e delibere relative agli stanziamenti delle esposizioni.
  • Materiali e bozze per il programma del 250° anniversario dell’indipendenza.
  • Piani, budget preliminari e proposte per le mostre programmate tra il 2026 e il 2029.
  • Organigrammi, manuali curatoriale e protocolli di approvazione delle mostre.
  • File digitali completi dei materiali didattici e documenti di governance.
  • Informazioni anagrafiche e CV aggiornati di contatti e referenti.

Il rischio concreto: blocco dei fondi federali

La lettera ricorda che i trasferimenti di bilancio allo Smithsonian sono vincolati all’osservanza dell’ordine esecutivo. In sostanza, senza conformità alcune risorse potrebbero non essere erogate. Lo Smithsonian dipende in modo significativo dai fondi pubblici. Secondo i dati ufficiali, oltre la metà del suo budget proviene dal governo federale.

Pressioni politiche e composizione del consiglio

Il segretario Bunch ha mantenuto finora un atteggiamento prudente e ha il sostegno del consiglio di amministrazione. Tuttavia, diversi mandati nel board scadono quest’anno. Se la Casa Bianca dovesse influenzare le nomine, il supporto interno potrebbe cambiare. Le nomine al consiglio richiedono l’approvazione del Congresso e del presidente.

Impatto operativo su mostre e contenuti

Se dovessero essere imposte modifiche editoriali, il lavoro dei curatori cambierebbe. Le richieste indicano la sostituzione di passaggi giudicati “ideologici” con formulazioni ritenute più celebrative della storia nazionale. Questo potrebbe ripercuotersi su:

  • Progetti in corso e calendari espositivi.
  • Collaborazioni con artisti ed enti esterni.
  • Programmi educativi e materiali per scuole.

Notizie e reazioni esterne

Il New York Times segnala che Bunch ha operato con prudenza e ha beneficiato del supporto del consiglio. Tuttavia la pressione politica rischia di crescere se l’esecutivo rafforzerà le sue proposte per il board. Lo Smithsonian non ha ancora pubblicato una risposta ufficiale alla lettera di dicembre.

Scadenza in vista e possibili scenari

La Casa Bianca attende il materiale completo entro il 13 gennaio 2025. Entro quella data sarà più chiaro se l’istituzione rispetterà le richieste o se si aprirà una disputa formale sul finanziamento e sull’autonomia curatoriale.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Italianos de Argentina è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento