Autogrill Villoresi Est: scopri perché è l’area di servizio più bella d’Italia

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Le aree di servizio autostradali non sono solo punti di sosta. Sono tappe della memoria collettiva, vetrine di design e a volte persino affermazioni di marketing visibili da chilometri. Dietro a insegne rosse e a strutture sospese c’è una storia che intreccia industria, architettura e viaggiatori.

Da uno spaccio nel 1947 all’impero Autogrill

La vicenda comincia con un negozietto aperto nel dopoguerra.

Nel 1947 Mario Pavesi, figlio di un fornaio pavese, avviò un punto vendita vicino al casello di Novara sull’A4. All’epoca le auto in circolazione erano poche e l’Italia era ancora rurale.

Con il boom economico e il traffico in crescita, quelle prime botteghe si trasformarono in punti di ristoro su larga scala.

Nel 1977 Motta, Alemagna e Pavesi decisero di unire le forze. Nacque così Autogrill S.p.A., con la famosa A biancorossa pensata per essere notata a distanza.

Insegne, visibilità e strategie di marketing

La visibilità lungo la strada è stata una leva fondamentale.

Segnaletica alta e impatti pubblicitari

L’architetto Angelo Bianchetti sfruttò al massimo questo principio. Quando progettò l’area di Ronco Scrivia sull’A1, piazzò l’insegna a oltre trenta metri. L’idea era semplice: farsi vedere da chi viaggia.

Un altro esempio celebre fu Villoresi Ovest, la cui struttura a tripode divenne icona degli anni del rilancio. La rivista americana Life la celebrò come simbolo della rinascita economica italiana.

Gli Autogrill che restano nella memoria

Alcuni punti di sosta hanno assunto valore culturale e architettonico.

  • Motta-grill di Cantagallo (Casalecchio di Reno). Un Autogrill a ponte inaugurato nel 1961. Aveva ristorante, libreria e perfino una chiesetta. Fu definito “il più grosso d’Europa”.
  • Secchia Ovest (vicino a Modena). Secondo la classifica di Quattroruote è tra i migliori. Ospitava tre ristoranti tematici, dalla pasta alla pizza.
  • Fiorenzuola d’Arda. Il famoso “Transatlantico”, progettato da Bianchetti nel 1959, costruito in pochi mesi e considerato storico.
  • Tortoreto Est (A14). Apprezzato per la vista sul mare Adriatico, è spesso citato tra gli Autogrill più scenografici.
  • Carcare Est — Autobar Marenco. Gestito dalla famiglia Marenco per tre generazioni, fino al 2020. Conosciuto per i piatti locali, come panini con frittata e salsiccia cruda.

Non tutti resistono al tempo: Villoresi Ovest venne parzialmente demolito nel 2020. Ciononostante resta nella memoria collettiva.

Come vengono giudicati gli Autogrill: recensioni e premi

Riviste e critici hanno provato a creare classifiche.

  • Quattroruote ha recensito oltre cento Autogrill e ha eletto vincitori secondo criteri di servizio e offerta gastronomica.
  • Dissapore ha selezionato punti di eccellenza in Europa, menzionando strutture in Svizzera, Francia, Austria e Slovenia.
  • Gastronomi come Edoardo Raspelli hanno indicato luoghi simbolo per qualità e atmosfera.

Dal 2023 la proprietà è cambiata: Autogrill S.p.A. fa parte del gruppo Avolta AG, con oltre cinquemila locali in settanta Paesi e circa quattrocento punti in Italia.

Villoresi Est: sperimentazione architettonica e sostenibilità

Su Lainate, di fronte al vecchio Villoresi Ovest, sorge un nuovo capitolo della storia.

Villoresi Est è stato inaugurato il 13 giugno 2013. L’opera porta la firma dell’architetto Giulio Ceppi.

La struttura ricorda un vulcano alto ventotto metri. Si inserisce in una zona boschiva vicino al Parco delle Groane.

Soluzioni green e tecnologie

  • La cupola è prevalentemente in vetro. La struttura usa legno certificato e acciaio.
  • Quattromila metri quadrati di pensilina raccolgono l’acqua piovana per riutilizzo.
  • Quattrocentoventi sonde geotermiche, fino a venticinque metri, aiutano il riscaldamento e il raffrescamento.
  • Autogrill dichiara una riduzione del 59% delle emissioni di CO2 rispetto a un edificio convenzionale.
  • I consumi elettrici sarebbero inferiori del 45% rispetto a un edificio normale.

Di notte la struttura si illumina di rosso. L’effetto è scenografico e riconoscibile da lontano.

Architettura, viaggio e identità nazionale

Le aree di servizio hanno incarnato più ruoli. Sono state luoghi di ristoro, vetrine di design e simboli di una mobilità in crescita.

Da un piccolo spaccio ai grandi ponti-ristorante, la trasformazione riflette il cambiamento della società italiana.

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