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- Crollo a Muriel: cosa è successo
- Primi interventi sul posto
- Figure istituzionali coinvolte e dichiarazioni
- Valutazioni tecniche: fasi e priorità
- Danni materiali e oggetti recuperati
- Ipotesi sulle cause del cedimento
- Interventi precedenti e risorse messe in campo
- Tempistiche e autorizzazioni per la ricostruzione
Ieri mattina l’abside della chiesa parrocchiale di Muriel de Zapardiel è crollata improvvisamente, gettando nella preoccupazione la piccola comunità locale e attivando immediatamente le procedure per la tutela del patrimonio storico. L’episodio non ha provocato feriti, ma solleva interrogativi su stato di conservazione e responsabilità per un edificio tutelato a livello culturale.
Crollo a Muriel: cosa è successo
La mattina del 12 gennaio 2026, intorno alle 8:00, è avvenuto il cedimento strutturale dell’abside della chiesa di Santa María del Castillo, nel comune di Muriel de Zapardiel, provincia di Valladolid. L’edificio, esempio di architettura romanico-mudéjar, è protetto come Bene di Interesse Culturale. Non si registrano persone ferite tra i presenti al momento del crollo.
Primi interventi sul posto
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- I tecnici della Delegazione di Patrimonio dell’Arcidiocesi di Valladolid hanno raggiunto subito il sito per una valutazione d’urgenza.
- Rappresentanti della Giunta di Castiglia e León si sono affiancati alle verifiche tecniche.
- Le operazioni di messa in sicurezza e sopralluogo sono coordinate con la compagnia assicurativa.
Figure istituzionali coinvolte e dichiarazioni
- Juan Carlos Álvarez, delegato di Patrimonio dell’Arcidiocesi, ha posto la priorità sulle indagini tecniche prima di qualsiasi intervento di ricostruzione.
- Il parroco locale, Luis Alejandro Gamboa, ha espresso il profondo rammarico della comunità per la perdita subita.
- Sul luogo hanno operato anche il consigliere alla Cultura, Turismo e Sport, Gonzalo Santonja, il direttore generale del Patrimonio Culturale, Juan Carlos Prieto, e la delegata territoriale Raquel Alonso.
Valutazioni tecniche: fasi e priorità
Interventi immediati
- Perizia dettagliata per accertare cause e responsabilità.
- Autorizzazioni per lo sgombero dei detriti e per il recupero dei materiali riutilizzabili.
- Installazione di coperture provvisorie per proteggere la parte della facciata rimasta esposta.
Passaggi successivi per il restauro
- Progettazione degli interventi di consolidamento secondo le norme sui beni culturali.
- Coordinamento con assicurazioni e enti pubblici per finanziamenti e appalti.
- Programma di recupero dei manufatti e restauro degli elementi danneggiati.
Danni materiali e oggetti recuperati
La caduta ha interessato l’abside senza provocare danni estesi ad altre strutture adiacenti, secondo le ispezioni visive iniziali. Tra i reperti liturgici, alcuni sono stati recuperati quasi intatti. In particolare, il calice usato per l’Eucaristia è stato tratto fuori senza rotture. Un Cristo crocifisso sull’altare invece ha subito colpi diretti dai detriti e sarà sottoposto a restauro.
Ipotesi sulle cause del cedimento
Gli esperti stanno analizzando diversi fattori che potrebbero aver portato al cedimento:
- degrado dei materiali costruttivi nel tempo;
- possibili infiltrazioni d’acqua e danni causati dall’umidità;
- problemi strutturali preesistenti non rilevati o non risolti.
La priorità rimane la sicurezza della popolazione e la tutela del bene storico.
Interventi precedenti e risorse messe in campo
La chiesa era già sottoposta a lavori di conservazione dopo la sua dichiarazione come monumento protetto negli anni Ottanta. Operazioni recenti nel 2021 e nel 2024 avevano riguardato riparazioni di infiltrazioni e sistemazioni al coro. Nel 2024 l’Arcidiocesi di Valladolid ha stanziato circa nove milioni di euro per la conservazione degli immobili e per le spese di funzionamento; tale cifra corrisponde a circa il 38% del bilancio annuale dell’ente. Con il sostegno della Giunta regionale e del Consiglio provinciale, nell’ultimo anno si sono svolti interventi in oltre 50 edifici di proprietà diocesana.
Tempistiche e autorizzazioni per la ricostruzione
Le operazioni di recupero e ricostruzione non avranno inizio fino al completamento delle analisi tecniche e all’ottenimento delle autorizzazioni previste. Il percorso comprende:
- perizia strutturale completa;
- pareri delle autorità competenti per i beni culturali;
- pianificazione degli interventi di consolidamento e ricostruzione secondo le linee guida normative;
- messa a gara dei lavori e monitoraggio continuo durante l’esecuzione.












