Mostra sommario Nascondi sommario
- Un incontro privato tra fede e arte: la visita del Pontefice
- La mostra in città: titolo, luogo e calendario
- Chi ha promosso l’esposizione: partner istituzionali
- La Bibbia di Borso d’Este: quando e perché fu creata
- Caratteristiche del manoscritto: forma, materiali e stile
- Perché la Bibbia è così rara da vedere
- Impatto culturale e valore simbolico per il Giubileo
Questa mattina Papa Leone XIV ha fatto una visita a sorpresa alla Biblioteca del Senato in Palazzo della Minerva per ammirare da vicino la celebre Bibbia di Borso d’Este, esposta a Roma per il Giubileo. L’arrivo in forma privata ha richiamato l’attenzione sulla mostra, pensata come un evento culturale di alto profilo nazionale.
Un incontro privato tra fede e arte: la visita del Pontefice
Accolto dal cardinale Pietro Parolin, il pontefice ha visionato il manoscritto lontano dai percorsi pubblici. La visita ha avuto toni riservati, con momenti di contemplazione davanti alle miniature più significative. L’evento sottolinea il ruolo della mostra nel calendario culturale del Giubileo.
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La mostra in città: titolo, luogo e calendario
L’esposizione si intitola Et Vidit Deus Quod Esset Bonum – La Bibbia di Borso d’Este. Un capolavoro per il Giubileo. L’allestimento è ospitato nella Biblioteca del Senato, a Palazzo della Minerva, e rimarrà visitabile fino al 16 gennaio 2026.
- Luogo: Biblioteca del Senato, Roma
- Periodo: fino al 16 gennaio 2026
- Evento: collegato alle celebrazioni del Giubileo
Chi ha promosso l’esposizione: partner istituzionali
La mostra è frutto di una collaborazione diffusa tra istituzioni nazionali. Tra i promotori figurano il Senato della Repubblica e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il sostegno del Ministero della Cultura e delle Gallerie Estensi.
- Senato della Repubblica
- Presidenza del Consiglio dei Ministri
- Ministero della Cultura
- Gallerie Estensi
- Commissario Straordinario per il Giubileo
- Istituto dell’Enciclopedia Treccani
La Bibbia di Borso d’Este: quando e perché fu creata
Il magnifico manoscritto venne commissionato dal duca Borso d’Este nella seconda metà del Quattrocento. Realizzato tra il 1455 e il 1461, il codice nasce come manifesto della potenza culturale della corte estense.
Gli autori e la bottega
- Calligrafo principale: Pietro Paolo Marone
- Miniatori di spicco: Taddeo Crivelli e Franco dei Russi
- Luogo di produzione: Ferrara
Caratteristiche del manoscritto: forma, materiali e stile
Il volume è composto da due tomi su pergamena finemente miniata. Le pagine combinano testo sacro e ricche decorazioni, risultato della maestria tecnica della scuola ferrarese.
- Supporto: pergamena pregiata
- Formato: due volumi
- Elemento distintivo: miniature ornate e simbolismo espressivo
Perché la Bibbia è così rara da vedere
Conservata presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena, la Bibbia di Borso d’Este viene esposta molto di rado. La fragilità del manoscritto impone condizioni di conservazione stringenti e uscite eccezionali.
- Custodia principale: Biblioteca Estense
- Esposizioni: limitate per motivi conservativi
- Importanza: capolavoro del Rinascimento italiano
Impatto culturale e valore simbolico per il Giubileo
Portare il manoscritto a Roma intreccia passato artistico e celebrazioni religiose. Per il pubblico e gli studiosi è un’occasione unica di osservare da vicino un esemplare di altissimo valore storico.
La visita papale ha enfatizzato questo legame tra arte, fede e memoria nazionale, attirando attenzione mediatica e curiosità accademica.












