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- Cortina come piattaforma per il cambiamento
- Accoglienza e design: il Faloria come punto di partenza
- Un itinerario culturale tra gallerie e patrimoni
- Il retail come racconto: l’esperienza Kraler
- Ospitalità che racconta un nuovo modo di stare in montagna
- I sapori come filo narrativo
- Come i team hanno esplorato l’identità locale
- Riflessioni sull’esperienza e sui segnali per il 2026
Cortina si è trasformata in un laboratorio vivente di stile e idee. In un fine settimana, testate come Esquire ed Elle hanno attraversato la città per raccontare come la montagna si reinventa in vista delle Olimpiadi 2026. Tra ospitalità, sartoria, retail e vini, emergono nuovi codici di vita d’alta quota.
Cortina come piattaforma per il cambiamento
La città non è solo paesaggio. È terreno d’incontro tra imprenditori, creativi e istituzioni. L’evento Leisure Olympics Cortina, parte del Cortina Fashion Weekend, ha messo a fuoco tendenze e progetti. Ogni angolo della località racconta una trasformazione in atto.
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- Obiettivo: osservare i segnali del territorio.
- Attori: media internazionali, brand locali, curatori culturali.
- Orizzonte: preparazione alle gare del 2026 e al nuovo turismo.
Accoglienza e design: il Faloria come punto di partenza
Il soggiorno ha preso avvio al Faloria Mountain Spa Resort. Qui l’architettura dialoga con il paesaggio. Grandi vetrate e finiture in legno creano un ritmo di relax. Lo spazio è stato la base per i primi incontri e per stabilire il tono dell’esperienza.
Atmosfera e conversazioni
La serata d’apertura è stata informale. Moda e artigianato hanno trovato un terreno comune. Tra i protagonisti:
- Sartoria Latorre con il suo approccio sartoriale.
- Fabio Attanasio, interprete di una eleganza contemporanea.
- V73, brand che fonde estetica alpina e funzionalità urbana.
La cena è stata accompagnata dai vini di Tenuta La Massa. Non una semplice degustazione, ma un confronto sul tempo necessario alla qualità.
Un itinerario culturale tra gallerie e patrimoni
Il secondo giorno ha seguito percorsi diversi. Gallerie, collezioni locali e installazioni hanno definito una mappa culturale. La proposta non è decorativa. È strumento per comprendere il carattere del luogo.
- Visite a spazi espositivi e archivi.
- Incontri con curatori e collezionisti.
- Elementi temporanei legati al conto alla rovescia olimpico.
Perché la cultura conta
Qui la cultura informa il modo di presentarsi. Aiuta a tenere insieme memoria e internazionalità. È un filtro utile per interpretare l’evoluzione della destinazione.
Il retail come racconto: l’esperienza Kraler
Il nome Kraler indica più di una boutique. È una visione di lifestyle alpino. La famiglia dietro il progetto ha ampliato l’offerta con spazi che uniscono vendita e ospitalità.
Il nuovo Chalet Franz Kraler – Club Moritzino ha aperto durante il weekend. L’architettura è pensata per accogliere tutto il giorno. Superfici luminose e grandi vetrate avvolgono chi entra.
- Sale aperte dalla mattina alla sera.
- Un grande falò come fulcro simbolico.
- Design che mette assieme materiali caldi e linee moderne.
Ospitalità che racconta un nuovo modo di stare in montagna
Lo Chalet Moritzino è diventato teatro di convivialità e scambio. La cena della seconda serata non era solo cibo. Era messa in scena di un’atmosfera. Ospitalità, ricerca e comunità si sono intrecciate.
Questo nuovo modo di accogliere punta su due elementi:
- La qualità del gesto quotidiano.
- La costruzione di spazi che favoriscono l’incontro.
I sapori come filo narrativo
La proposta gastronomica ha giocato un ruolo centrale. Tenuta La Massa ha portato vini capaci di raccontare territorio e pazienza produttiva. La cena al Faloria ha trasformato il vino in racconto.
- Vini strutturati e profondi.
- Accostamenti pensati per valorizzare materie prime alpine.
- Dialogo tra cucina e vino come forma di narrazione.
Come i team hanno esplorato l’identità locale
La città è stata percorsa in gruppi con compiti diversi. Due filoni principali hanno condensato l’esperienza:
- Team Latorre: focus su sartoria e artigianato.
- Team V73: esplorazione del prodotto e della cooperazione locale.
Gli incontri hanno reso visibile la rete che sostiene l’identità di Cortina. Piccole imprese, laboratori e cooperative sono il tessuto connettivo del futuro della destinazione.
Riflessioni sull’esperienza e sui segnali per il 2026
Le Leisure Olympics non erano una festa celebrativa. Funzionavano come lente d’ingrandimento. Hanno mostrato come si intrecciano design, commercio, cultura e ospitalità. In questo intreccio si definisce la nuova narrazione della montagna.
Elementi chiave emersi:
- Internazionalità senza rinunciare all’identità locale.
- Accoglienza intesa come servizio quotidiano e luogo di esperienza.
- Collaborazione tra brand, istituzioni e media per costruire valore.












