Errori grammaticali degli italiani: quasi 7 su 10 sbagliano dall’apostrofo al congiuntivo

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Un’ampia indagine su oltre 1.600 italiani mette sotto la lente la qualità della lingua usata ogni giorno. Tra errori ortografici, dubbi grammaticali e usi colloquiali, emergono tendenze che preoccupano linguisti e lettori. Scopriamo i dati, le cause e gli strumenti suggeriti per recuperare sicurezza nell’italiano scritto e parlato.

Metodologia e partecipanti: come è stato condotto il monitoraggio

Lo studio è stato realizzato da Libreriamo con metodo SWOA. Sono stati analizzati contenuti su blog, forum e social come Facebook, Instagram, X e YouTube.

Chi ha risposto e chi ha contribuito

  • Circa 1.600 intervistati tra i 18 e i 65 anni.
  • Un panel di 20 esperti: sociologi, filologi e scrittori.
  • Rilevazione basata su osservazione diretta e segnalazioni online.

Errori più diffusi: numeri e esempi pratici

I dati mostrano errori ricorrenti in più aree della grammatica. Ecco i casi più frequenti, con percentuali e forme erronee spesso incontrate.

  • Apostrofo — 62%: confusioni tra elisione e troncamento. Forme errate come “qual’è” restano comuni.
  • Congiuntivo — 56%: sostituito spesso da tempi indicativi, specie nelle frasi subordinate.
  • Pronomi — 52%: difficoltà con i pronomi personali, soprattutto al femminile (es. “Le/ Gli”).
  • Uso dei verbi — 50%: problemi con ausiliari e tempi, come errori nell’uso di “essere” e “avere”.
  • Ortografia C/Q — 48%: parole scritte con lettere sbagliate, come “evaquare” al posto di “evacuare”.
  • Distinzioni lessicali — 44%: errori su “ne” e “né”, segni di punteggiatura e posizionamento dell’apostrofo.
  • Punteggiatura — 39%: uso scorretto di virgole, due punti e punto e virgola.

Errori curiosi e forme influenzate dal digitale

Oltre ai problemi classici, lo studio ha raccolto esempi originali e formati derivati dal linguaggio web.

  • Confusioni lessicali: “al linguine” invece di “all’inguine”.
  • Sostituzioni della K alla C o CH: “Ke cosa facciamo?” (38%).
  • Abbreviazioni digitali mal integrate: “mi piace tt questo” (35%), “nn sopporto” (34%).
  • Ortografia errata in parole comuni: “pultroppo” per “purtroppo” (22%), “propio” per “proprio” (19%).

Le cause indicate dagli esperti

Secondo il panel, più fattori spiegano il calo di accuratezza nella scrittura e nel parlato.

  • Abuso della rete: l’uso frequente di social e chat riduce l’attenzione alla forma corretta.
  • Neologismi e anglicismi che alterano la struttura della frase.
  • Influenze dialettali e registri colloquiali che permeano la lingua scritta.
  • Scarsa abitudine alla lettura e alla scrittura manuale.

Strategie consigliate per migliorare la competenza linguistica

Gli esperti propongono metodi concreti, pratici e misurabili. Ecco le raccomandazioni emerse dal panel.

  • Leggere regolarmente — suggerito dal 66% degli esperti.
  • Scrivere a mano — indicato dal 43% come strumento che rafforza memoria e regole.
  • Limitare l’uso passivo di chatbot di IA — consigliato dal 55% per evitare dipendenze nelle correzioni.
  • Ridurre neologismi e prestiti non necessari — raccomandato dal 51%.

Apprendimento ludico: il ruolo dei libri-gioco e dei quiz

I libri-gioco vengono proposti come metodo alternativo per allenare la grammatica senza noia.

Un esempio è il volume 501 quiz sulla lingua italiana, pensato per esercitare la memoria e favorire il recupero attivo delle informazioni.

  • Il principio alla base è la retrieval practice, che migliora la ritenzione.
  • Il 47% degli esperti valuta positivamente attività basate su domande e risposte.
  • Modalità social e in gruppo aumentano il coinvolgimento e la ripetizione.

Esempi pratici per esercitarsi subito

Piccoli esercizi quotidiani possono fare la differenza. Qui alcune proposte semplici da inserire nella routine.

  • Leggi 15 minuti al giorno testi vari, dal giornale al romanzo.
  • Annota a mano tre frasi corrette ogni sera.
  • Usa quiz o app linguistiche per verificare le regole.
  • Confrontati con amici: quiz e giochi in compagnia migliorano l’apprendimento.

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