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Khaled El-Enany è stato eletto nuovo Direttore Generale dell’UNESCO con un consenso quasi unanime: la sua nomina segna un cambiamento storico per l’agenzia culturale delle Nazioni Unite e porta l’esperienza egiziana al centro delle politiche su cultura, istruzione e patrimonio.
Il voto e il significato politico dell’elezione
La Conferenza Generale dell’UNESCO lo ha scelto con 172 voti su 174. Assumerà la carica il 15 novembre per un mandato di quattro anni.
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- È il dodicesimo Direttore Generale dell’organizzazione.
- È il primo dirigente proveniente da un Paese arabo.
- Diventa il secondo africano a guidare l’UNESCO, dopo il senegalese Amadou Mahtar Mbow.
Formazione accademica e percorso scientifico
Classe 1971, El‑Enany è un egittologo di lunga esperienza. Ha studiato e lavorato tra Egitto e Francia, consolidando una carriera accademica solida.
Studi e incarichi universitari
- Docente di Egittologia all’Università di Helwan, dove insegna da oltre trent’anni.
- Dottorato in Egittologia presso l’Università Paul‑Valéry Montpellier 3.
- Numerose esperienze come professore ospite in istituzioni internazionali.
Esperienze nei musei e gestione del patrimonio
La sua attività non si limita all’università: El‑Enany ha guidato istituzioni museali di primo piano in Egitto.
- Direttore del Museo Nazionale della Civiltà Egizia (2014‑2016).
- Direttore del Museo Egizio del Cairo nel periodo 2015‑2016.
Ruoli governativi: dal patrimonio al turismo
La sua carica pubblica più nota riguarda la gestione delle antichità e del turismo, settori chiave per l’Egitto.
- Ministro delle Antichità dal 2016.
- In seguito ha ricoperto l’incarico di Ministro del Turismo e delle Antichità della Repubblica Araba d’Egitto.
Riconoscimenti, reti scientifiche e impegni internazionali
El‑Enany è membro di numerose società scientifiche a livello internazionale. La sua rete di contatti include musei, accademie e centri di ricerca.
- Partecipazione a comitati e associazioni dedicate al patrimonio culturale.
- Collabora con istituzioni straniere in progetti di studio e conservazione.
Cosa potrebbe cambiare all’UNESCO sotto la sua guida
La nomina porta aspettative su tutela del patrimonio, sviluppo culturale e cooperazione tra Nord e Sud del mondo. I temi caldi restano conservazione, educazione e dialogo interculturale.
Priorità previste e sfide principali
- Rafforzare la protezione dei siti e dei beni culturali.
- Promuovere l’accesso all’istruzione e alle arti nei paesi in via di sviluppo.
- Gestire tensioni geopolitiche che coinvolgono finanziamenti e programmi UNESCO.












