Mostra sommario Nascondi sommario
- Il progetto, i responsabili e le competenze coinvolte
- Tempi, lotti e lavorazioni principali
- Scoperte di rilievo: opere, affreschi e ritrovamenti
- Chi ha realizzato i lavori: imprese e soprintendenza
- Finanziamento e impatto economico
- Eventi per la riapertura e calendario culturale
- Memoria, ricerca e prospettive per il futuro
La chiesa di San Francesco a Prato riapre le sue porte dopo un complesso restauro durato sette anni, restituendo alla città elementi artistici e strutturali emersi durante indagini approfondite. L’intervento, frutto di ricerca e collaborazione tra enti, mira a riportare alla luce la storia stratificata di uno dei monumenti francescani più importanti d’Italia.
Il progetto, i responsabili e le competenze coinvolte
Il programma di recupero, battezzato Il Grande Restauro del San Francesco, è stato promosso dalla Parrocchia di San Donato in San Francesco. La direzione dei lavori ha visto al centro figure professionali e istituzioni locali e nazionali.
- Committente: monsignor Carlo Stancari per la Parrocchia.
- Coordinamento tecnico: architetto Riccardo Berti.
- Referente per la parrocchia: Francesco Marchese.
- Enti scientifici: Istituto per la BioEconomia del CNR e Università di Firenze.
- Team professionale: SPIRA s.r.l., con l’architetto Sara Marrani, ingegner Riccardo Papi e ingegner Silvio Spadi.
- Specialisti: progettazione illuminotecnica di Stefania Galanti (Targetti Sankey) e perito per impianti, Federico Innocenti.
Masterchef perde colpi: il programma è ormai troppo prevedibile?
Philip Morris accelera: il futuro senza combustione è più vicino
Tempi, lotti e lavorazioni principali
Il piano tecnico si è sviluppato in una serie di fasi per garantire efficienza e controlli conservativi. Le operazioni si sono concentrate su facciata, coperture, aula e impianti.
- Fase preparatoria (2018-2020): studi d’archivio, analisi diagnostiche e rilievi storici.
- Primo lotto (2021-2022): restauro della facciata e delle vetrate; riapertura della nicchia dell’Altare Datini.
- Secondo lotto (2022-2023): interventi su absidi e coperture.
- Lotti successivi (2023-2025): recupero dell’aula, restauro delle strutture lignee decorate e rifacimento dell’illuminazione.
Innovazioni tecniche e sostenibilità
Il nuovo impianto di illuminazione è studiato per valorizzare le opere e ridurre i consumi. I restauri delle superfici murarie e lignee si sono basati su metodi diagnostici moderni e materiali compatibili.
Scoperte di rilievo: opere, affreschi e ritrovamenti
Il cantiere ha restituito alla luce testimonianze di grande interesse storico e artistico. Alcuni ritrovamenti hanno rivelato fasi decorative e strutturali dimenticate.
- Nicchia dell’Altare del Crocifisso Datini (1383): riemerge intatta, con affreschi di Pier Antonio Michi datati 1635.
- Tele e dipinti: opere raffiguranti santi e benefattori, ora ricollocate dopo un comodato con il Museo di Palazzo Pretorio.
- Decorazioni duecentesche sulle capriate lignee e frammenti pittorici medievali e rinascimentali nella Cappella Maggiore.
- Complessità barocca: ciclo tardo-barocco con scene di San Francesco e una scultura in stucco attribuita all’ambito donatelliano.
- Recupero integrale delle vetrate e degli elementi lapidei decorativi.
Chi ha realizzato i lavori: imprese e soprintendenza
L’intervento si è svolto sotto la sorveglianza della Soprintendenza ABAP per Firenze e Prato. Hanno partecipato esperti e imprese locali con competenze specifiche.
- Figure della Soprintendenza: architetti e funzionari specialisti nel patrimonio storico.
- Imprese esecutrici: Mannucci Geom. Vinicio S.r.l. per l’architettura; Progetto Arte Poli S.r.l. per le vetrate.
- Restauro pittorico: Letizia Langianni e Desirè Maddalena per gli affreschi dell’Altare Datini.
- Impianti e strutture: C.S.C. Automazioni, O.M.E.R.T. S.n.c. e Targetti Sankey per l’illuminazione.
- Allestimento Altare Datini: progetto di Davide Marazzi (Marazzi Architetti) ed esecuzione di Freak Out! S.n.c.
Finanziamento e impatto economico
Il restauro ha richiesto investimenti importanti per rispettare criteri di qualità e sicurezza. La struttura economica ha combinato fondi pubblici ed ecclesiastici.
- Spesa complessiva: circa 2,4 milioni di euro.
- Quota principale: circa il 70% finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite i fondi dell’8×1000.
- Resto: a carico della Parrocchia, donazioni private e contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Eventi per la riapertura e calendario culturale
Per celebrare la restituzione alla città sono stati organizzati appuntamenti pubblici. Programmi musicali, conferenze e momenti liturgici accompagneranno la riapertura.
- 13 novembre 2025: concerto del “Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi, eseguito dall’ensemble “Beatus Vir” sotto la direzione di Filippo Bressan.
- 15 novembre 2025: presentazione pubblica del restauro con interventi dei progettisti e dei rappresentanti della Soprintendenza e della Parrocchia.
- 16 novembre 2025: celebrazione eucaristica solenne presieduta da monsignor Giovanni Nerbini, vescovo di Prato.
Memoria, ricerca e prospettive per il futuro
Il recupero permette ora una lettura più chiara delle varie fasi storiche della chiesa. Il progetto intende coniugare culto, tutela e fruizione culturale.
Sono previste iniziative editoriali, tra cui una monografia dedicata al complesso, e attività di valorizzazione in vista delle commemorazioni del 2028 per l’ottavo centenario della morte di San Francesco e degli 800 anni dalla fondazione della chiesa. L’azione conservativa si colloca come esempio di collaborazione tra ricerca, istituzioni religiose e mondo scientifico, con ricadute sulla comunità e sul patrimonio artistico nazionale.












