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In Alaska esiste una cittadina che sfida le convenzioni urbane: quasi tutti i suoi abitanti vivono nello stesso immobile. Tra montagne, pioggia incessante e una porta d’accesso che alterna il traffico su un solo tunnel, Whittier sembra una comunità autosufficiente e fuori dal tempo.
Whittier: la piccola città che sta sotto un unico tetto
Il nucleo abitato di Whittier ruota attorno al grande complesso costruito negli anni Cinquanta, noto come Hodge Building e dal 1973 intitolato al deputato Nick Begich come Begich Towers Incorporated. All’interno dell’edificio si trovano servizi essenziali che rendono quasi inutile uscire: ospedale, supermercato, albergo e persino una piscina coperta.
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- 196 unità abitative che ospitano la maggior parte della popolazione locale.
- Strutture comuni: ufficio postale, lavanderia e una piccola chiesa.
- Commissariato locale con appena due agenti di polizia in servizio.
Secondo il censimento del 2020 Whittier contava circa 272 residenti, di cui quasi 200 vivono nel medesimo condominio. L’economia locale si basa soprattutto sulla pesca commerciale e sul turismo, che porta fino a 700.000 visitatori all’anno. Per alcuni residenti la vita nella torre è claustrofobica; per altri è semplicemente la loro casa, con stanze private e ampi spazi condivisi.
Geografia strategica e vie di accesso: porto, ferrovia e tunnel
Whittier si trova sulla riva nord-est della penisola di Kenai, a ovest dello stretto di Prince William. La posizione la rese strategica durante la Seconda guerra mondiale.
- Porto naturale profondo e privo di ghiaccio, ideale per operazioni navali.
- Ferrovia e collegamenti con l’entroterra inaugurati nel 1943.
- Anton Anderson Memorial Tunnel, il tunnel più lungo del Nordamerica per il suo genere, scava la roccia per oltre 4,3 chilometri.
Il tunnel è a senso unico alternato e regola l’afflusso: i veicoli diretti verso Whittier partono ogni mezz’ora, mentre le uscite da Whittier avvengono con cadenza oraria. In alternativa è possibile raggiungere il paese via nave.
Origini militari e trasformazione dell’abitato
Nel 1943 l’esercito americano impiantò a Whittier una base logistica, Camp Sullivan, collegata via ferrovia al resto dell’Alaska. Il progetto urbanistico e le necessità belliche segnarono l’identità del luogo.
Tra il 1954 e il 1957 fu eretto il grande edificio residenziale di quattordici piani, concepito per alloggiare le famiglie del personale militare. Oggi quella torre ospita l’85% degli abitanti del paese ed è rimasta il fulcro della vita quotidiana.
Clima e infrastrutture
- Piogge abbondanti: in media fino a cinque metri all’anno.
- Neve significativa: mediamente sette metri annuali.
- Venti che possono superare i 130 km/h.
Per questi motivi molte attività si svolgono al chiuso e le scuole furono pensate per funzionare anche durante condizioni meteo estreme.
Il Buckner Building: il colosso che è caduto in disuso
Accanto all’Hodge sorgeva il Buckner Building, sei piani progettati per garantire autonomia energetica e protezione in caso di attacco. Costruito su fondamenta di ardesia, il complesso includeva mensa, cinema, una piccola prigione e persino corridoi sotterranei.
Il Buckner era noto come la “city under one roof” per la sua capacità di condensare servizi e alloggi in un unico blocco. Per anni fu considerato uno degli edifici più alti dell’Alaska.
Il terremoto del 1964, di magnitudo 9,2, rimane tra i più forti registrati al mondo. Sebbene il Buckner non subì crolli catastrofici grazie alle sue fondamenta, l’abbandono progressivo delle strutture militari nel 1966 e problemi come infiltrazioni, amianto e il successivo pignoramento nel 2016 hanno condotto all’abbandono del complesso.
- Piani originali: dieci edifici previsti, ne furono realizzati solo due.
- Oggi il Buckner è in stato di degrado e custodisce storie di un passato operativo.
Al di fuori delle torri alcuni residenti descrivono l’ex area militare come un set inquietante, ma per chi vive a Whittier le peculiarità non sono un limite insopportabile: la comunità si è adattata e convive con questa singolare geografia urbana.












