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Gli astronauti potrebbero presto mangiare qualcosa nato dall’aria e dalla loro stessa urina. L’idea dell’Agenzia Spaziale Europea punta a risolvere il problema del rifornimento alimentare per missioni lunghe, con una soluzione che unisce biotecnologia e riciclo chiuso. Scopriamo come funziona e perché potrebbe cambiare i viaggi nello spazio.
Perché il cibo è un problema per le missioni prolungate
Trasportare viveri dalla Terra è costoso e poco sostenibile per missioni oltre l’orbita bassa. Ogni pasto pesa, occupa spazio e richiede risorse di stoccaggio.
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- Limitazioni logistiche: carico, volume e conservazione sono vincoli stringenti.
- Gusto e salute: varietà e valore nutritivo calano con i pasti preconfezionati a lungo termine.
- Autonomia: per Marte serve produrre sul posto, non solo ricevere rifornimenti.
Cos’è Solein: la polvere proteica prodotta dall’aria
Solein è una proteina in polvere sviluppata dalla startup finlandese Solar Foods. Non nasce da coltivazioni tradizionali ma da processi biologici che sfruttano
- aria (come fonte di carbonio),
- elettricità (per alimentare i processi),
- urea (la molecola contenuta nell’urina che fornisce azoto).
Il risultato è una sostanza versatile, adatta a trasformarsi in alimenti con diverse consistenze e sapori.
La scienza dietro la produzione: microbi, aria e azoto
Il processo impiega microrganismi che convertono gas e nutrienti in biomassa proteica. L’azoto è cruciale per costruire le proteine. Qui entra in gioco l’urea.
Grazie a reattori biochimici, la materia prima può essere sintetizzata senza suolo né colture agricole.
Ingredienti essenziali e ruolo dell’urea
- Aria: fonte di carbonio e gas per i microrganismi.
- Elettricità: garantisce energia al processo.
- Urea (dall’urina): fonte di azoto per le proteine.
Come adattare il sistema alla microgravità dell’ISS
Produrre Solein a bordo della Stazione Spaziale Internazionale richiede test specifici. Fluidi e gas si comportano diversamente in microgravità.
- Gestire bolle e separazioni è più complesso.
- Occorrono apparecchiature compatte e a basso consumo.
- La sicurezza biologica deve essere rigorosa per gli equipaggi.
L’ESA sta valutando esperimenti per verificare la resa e l’affidabilità del processo nello spazio reale.
Benefici attesi per missioni su Luna e Marte
Se la produzione a bordo diventerà pratica, le missioni guadagneranno in indipendenza. Minori rifornimenti dalla Terra e più tempo operativo per gli equipaggi.
- Riduzione dei costi di lancio: meno massa da portare in orbita.
- Resilienza: alimentazione garantita anche in caso di emergenze.
- Benessere degli astronauti: possibilità di variare il cibo e mantenere il profilo nutrizionale.
Prospettive temporali e sfide tecniche
Secondo Arttu Luukanen di Solar Foods, l’obiettivo è rendere Solein una fonte proteica centrale per gli esploratori spaziali entro il 2035. Il traguardo è ambizioso.
Tra gli ostacoli rimangono:
- adattamento dei reattori alla microgravità;
- scalabilità del processo in ambiente chiuso;
- accettazione da parte degli astronauti sul piano sensoriale e culturale.
La speranza è integrare Solein con coltivazioni a bordo e altri sistemi di riciclo, creando un ecosistema alimentare autosufficiente.












