Mostra sommario Nascondi sommario
- Le radici di un vino: Biondi‑Santi e la nascita del Brunello di Montalcino
- Innovazioni pratiche per un Brunello con lunga vita
- La squadra e le bottiglie che raccontano il nuovo corso
- Riserva 2018: come si decide di dichiarare un’annata speciale
- Il rito della ricolmatura e la custodia delle bottiglie
- Posizionamento internazionale e nuove ambizioni
Appena terminata la vendemmia, la collina di Tenuta Greppo profuma ancora di uva schiacciata e speranza. Tra i filari si respira cura antica e uno sguardo rivolto al futuro. Qui nasce il Brunello di Montalcino firmato Biondi‑Santi, un vino che continua a dialogare col suo passato mentre si prepara alle sfide climatiche e del mercato.
Le radici di un vino: Biondi‑Santi e la nascita del Brunello di Montalcino
Non molte denominazioni possono ricondurre l’origine a una sola famiglia. A Montalcino, invece, la storia del Brunello è intimamente legata a Biondi‑Santi. Alla fine dell’Ottocento Clemente e Ferruccio iniziarono a vinificare il Sangiovese in purezza. Nei decenni successivi, figure come Tancredi e Franco hanno impostato le regole di stile che ancora oggi definiscono la cantina.
Masterchef perde colpi: il programma è ormai troppo prevedibile?
Philip Morris accelera: il futuro senza combustione è più vicino
Nel tempo la proprietà è cambiata; dieci anni fa il gruppo francese EPI ha acquisito la tenuta per garantire continuità. Nonostante il passaggio di mano, la filosofia produttiva non ha tradito le origini. A Tenuta Greppo si lavora per mantenere intatta l’identità del Brunello, con interventi mirati che rispettano la tradizione.
Innovazioni pratiche per un Brunello con lunga vita
La parola d’ordine è: migliorare senza stravolgere. Giampiero Bertolini, alla guida della cantina dal 2016, affiancato dall’enologo Federico Radi, ha rivisto ogni fase produttiva mantenendo l’essenza storica del vino.
Interventi principali in vigna e in cantina
- Parcellizzazione: gestione dei vigneti su piccole unità per leggere meglio il territorio.
- Selezione massale: scelta delle piante migliori per preservare adattamento e carattere.
- Agricoltura rigenerativa: pratiche che favoriscono la salute del suolo e la resilienza.
- Nuovi sistemi di allevamento che mirano a favorire l’autoregolazione della pianta.
- In cantina, macchinari avanzati per la selezione dell’acino, supportati dall’Intelligenza Artificiale.
Questi cambiamenti hanno un obiettivo preciso: ottenere vini con maggiore longevità e qualità costante, senza perdere l’identità storica del Brunello.
La squadra e le bottiglie che raccontano il nuovo corso
Dietro ogni annata ci sono mani e decisioni. A Tenuta Greppo lavorano 27 persone stabili, a cui si aggiungono collaboratori stagionali durante la raccolta.
Per il 2025 la cantina presenta tre etichette che incarnano il lavoro recente:
- Rosso di Montalcino 2022 – fresco, immediato e versatile.
- Brunello di Montalcino 2019 – strutturato e armonico.
- Riserva 2018 – l’espressione più selettiva dell’annata.
Questi vini sono pensati per essere goduti subito, ma anche per evolvere in bottiglia per decenni. La strategia comunica un equilibrio tra prontezza e longevità.
Riserva 2018: come si decide di dichiarare un’annata speciale
Dichiarare una Riserva non è un gesto abituale. Nella storia della cantina sono poche le annate che hanno ricevuto questo riconoscimento. La scelta nasce da un insieme di caratteristiche precise.
Requisiti per la qualifica di Riserva
- Eleganza: equilibrio tra corpo, acidità e tannino.
- Potenziale di invecchiamento: capacità di migliorare per decenni.
- Estratto e alcol ponderati per non sovraccaricare il profilo aromatico.
- Conservazione e cura in cantina che ne garantiscano lo sviluppo nel tempo.
La Riserva 2018 è descritta spesso come vellutata in bocca, capace di abbinarsi a diversi piatti o di essere apprezzata da sola. La tiratura è limitata e molte bottiglie rimangono custodite nel caveau storico.
Il rito della ricolmatura e la custodia delle bottiglie
Un elemento che distingue le Riserve di Tenuta Greppo è il rito della ricolmatura. Introdotto da Tancredi Biondi‑Santi negli anni Venti, è ancora oggi utilizzato per preservare l’integrità nel tempo.
- Le bottiglie vengono integrate con vino della stessa annata quando necessario.
- La pratica limita l’esposizione all’ossigeno e favorisce l’invecchiamento corretto.
- Molte Riserve sono conservate nel caveau della cantina storica, per controllarne ambiente e sicurezza.
Questo approccio, unito alle scelte agronomiche e tecnologiche, rende possibile ottenere vini pronti e al contempo longevi.
Posizionamento internazionale e nuove ambizioni
Il progetto produttivo non è solo qualità in vigna. Negli ultimi anni il Brunello Biondi‑Santi ha cercato spazio tra i vini da collezione e nella ristorazione d’eccellenza.
- Ingressi nelle classifiche e nella Top Wine 100 di mercato specialistico.
- Collaborazioni con ambassador e realtà di fine dining internazionali.
- Comunicazione che punta sulla continuità tra tradizione e innovazione.
Così la cantina continua a guardare oltre, mantenendo salde le radici e aggiornando gli strumenti per rispondere al presente.












