Biondi-Santi riserva 43: scopri la nuova annata che tutti aspettavano

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Appena terminata la vendemmia, la collina di Tenuta Greppo profuma ancora di uva schiacciata e speranza. Tra i filari si respira cura antica e uno sguardo rivolto al futuro. Qui nasce il Brunello di Montalcino firmato Biondi‑Santi, un vino che continua a dialogare col suo passato mentre si prepara alle sfide climatiche e del mercato.

Le radici di un vino: Biondi‑Santi e la nascita del Brunello di Montalcino

Non molte denominazioni possono ricondurre l’origine a una sola famiglia. A Montalcino, invece, la storia del Brunello è intimamente legata a Biondi‑Santi. Alla fine dell’Ottocento Clemente e Ferruccio iniziarono a vinificare il Sangiovese in purezza. Nei decenni successivi, figure come Tancredi e Franco hanno impostato le regole di stile che ancora oggi definiscono la cantina.

Nel tempo la proprietà è cambiata; dieci anni fa il gruppo francese EPI ha acquisito la tenuta per garantire continuità. Nonostante il passaggio di mano, la filosofia produttiva non ha tradito le origini. A Tenuta Greppo si lavora per mantenere intatta l’identità del Brunello, con interventi mirati che rispettano la tradizione.

Innovazioni pratiche per un Brunello con lunga vita

La parola d’ordine è: migliorare senza stravolgere. Giampiero Bertolini, alla guida della cantina dal 2016, affiancato dall’enologo Federico Radi, ha rivisto ogni fase produttiva mantenendo l’essenza storica del vino.

Interventi principali in vigna e in cantina

  • Parcellizzazione: gestione dei vigneti su piccole unità per leggere meglio il territorio.
  • Selezione massale: scelta delle piante migliori per preservare adattamento e carattere.
  • Agricoltura rigenerativa: pratiche che favoriscono la salute del suolo e la resilienza.
  • Nuovi sistemi di allevamento che mirano a favorire l’autoregolazione della pianta.
  • In cantina, macchinari avanzati per la selezione dell’acino, supportati dall’Intelligenza Artificiale.

Questi cambiamenti hanno un obiettivo preciso: ottenere vini con maggiore longevità e qualità costante, senza perdere l’identità storica del Brunello.

La squadra e le bottiglie che raccontano il nuovo corso

Dietro ogni annata ci sono mani e decisioni. A Tenuta Greppo lavorano 27 persone stabili, a cui si aggiungono collaboratori stagionali durante la raccolta.

Per il 2025 la cantina presenta tre etichette che incarnano il lavoro recente:

  • Rosso di Montalcino 2022 – fresco, immediato e versatile.
  • Brunello di Montalcino 2019 – strutturato e armonico.
  • Riserva 2018 – l’espressione più selettiva dell’annata.

Questi vini sono pensati per essere goduti subito, ma anche per evolvere in bottiglia per decenni. La strategia comunica un equilibrio tra prontezza e longevità.

Riserva 2018: come si decide di dichiarare un’annata speciale

Dichiarare una Riserva non è un gesto abituale. Nella storia della cantina sono poche le annate che hanno ricevuto questo riconoscimento. La scelta nasce da un insieme di caratteristiche precise.

Requisiti per la qualifica di Riserva

  1. Eleganza: equilibrio tra corpo, acidità e tannino.
  2. Potenziale di invecchiamento: capacità di migliorare per decenni.
  3. Estratto e alcol ponderati per non sovraccaricare il profilo aromatico.
  4. Conservazione e cura in cantina che ne garantiscano lo sviluppo nel tempo.

La Riserva 2018 è descritta spesso come vellutata in bocca, capace di abbinarsi a diversi piatti o di essere apprezzata da sola. La tiratura è limitata e molte bottiglie rimangono custodite nel caveau storico.

Il rito della ricolmatura e la custodia delle bottiglie

Un elemento che distingue le Riserve di Tenuta Greppo è il rito della ricolmatura. Introdotto da Tancredi Biondi‑Santi negli anni Venti, è ancora oggi utilizzato per preservare l’integrità nel tempo.

  • Le bottiglie vengono integrate con vino della stessa annata quando necessario.
  • La pratica limita l’esposizione all’ossigeno e favorisce l’invecchiamento corretto.
  • Molte Riserve sono conservate nel caveau della cantina storica, per controllarne ambiente e sicurezza.

Questo approccio, unito alle scelte agronomiche e tecnologiche, rende possibile ottenere vini pronti e al contempo longevi.

Posizionamento internazionale e nuove ambizioni

Il progetto produttivo non è solo qualità in vigna. Negli ultimi anni il Brunello Biondi‑Santi ha cercato spazio tra i vini da collezione e nella ristorazione d’eccellenza.

  • Ingressi nelle classifiche e nella Top Wine 100 di mercato specialistico.
  • Collaborazioni con ambassador e realtà di fine dining internazionali.
  • Comunicazione che punta sulla continuità tra tradizione e innovazione.

Così la cantina continua a guardare oltre, mantenendo salde le radici e aggiornando gli strumenti per rispondere al presente.

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